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Venerdì
2 gennaio
2015

 

Ma non sono mica problemi del sindaco

Sala per San Silvestro familiare chiesta a gennaio e negata a dicembre
Siccome qualcuno in estate ha fatto il maleducato ecco che a Ca' Tron si blinda anche l'ultimo spazio pubblico di aggregazione sociale
  
Non c’è dubbio la montagna ha partorito un topolino … questi i fatti:

Il 29 gennaio 2014 dopo aver preso visione del regolamento comunale, per quanto riguarda l’uso delle sale del comune, quindi dei cittadini, prendo l’apposito modulo, fornito dal comune compilo e protocollo con n. 1708 la richiesta dell’utilizzo della sala “Ugo Foscolo”, sita in Ca’ tron per il giorno 31 dicembre 2014.

Non avendo mai ricevuto risposta da parte del Comune, venerdì 5 dicembre mi reco presso lo sportello del protocollo, per prendere accordi, per il pagamento di quanto dovuto per l’utilizzo della sala.

Qui arriva la sorpresa, verbalmente mi spiegano che la stanza non viene più concessa ad alcuna persona, se non per avvenimenti a carattere sociale, a causa, di non ben identificati danni avvenuti da alcuni utilizzatori della sala a giugno dello stesso anno.

Sbalordito, chiedo di avere risposta scritta alla mia domanda protocollata.

In data 9/12/2014 alle 10.46, arriva nella mia mail privata la risposta del comune:

Gentile Sig. Brugnerotto,

come anticipato di persona venerdi scorso, spiace comunicare che la vostra richiesta di utilizzo della sala Foscolo di Ca’ Tron per il 31.12.2014, prot. n. 1708 del 29.01.2014, non può essere accolta in conformità alle ultime disposizioni della Giunta Comunale. L’amministrazione infatti, per problemi sopravvenuti in più di un’occasione in seguito a feste (vetri rotti, immondizia e schiamazzi fino a tarda notte) ha deciso di non concedere più l’uso del locale per questo tipo di utilizzo, fatta eccezione per le associazioni di volontariato a favore di persone con disabilità.

Ci scusiamo per il ritardo di questa comunicazione.

Cordiali Saluti

Saverio Sartorello – Uffcio Protocollo


Non pago, rispondo a suddetta mail chiedendo in base alla 241/90 la disposizione della giunta comunale in merito al provvedimento non concedere più la sala Foscolo a Ca Tron.

La richiesta allo scopo di capire come mai, nonostante ogni richiedente l’uso di detta sala, sia responsabile della buona gestione della concessione rilasciata da codesta Giunta, la Giunta stessa non abbia preso provvedimenti nei confronti di chi non ha rispettato le regole, da me perfettamente conosciute, negando di fatto il diritto all’accesso alla struttura in argomento anche a chi le regole le ha sempre rispettate!

Un siffatto atteggiamento, da parte della Giunta nei confronti della cittadinanza onesta, è un chiaro scarico di responsabilità della Giunta stessa, cioè il pretendere il rispetto delle regole.

Chi rompe, chi sporca e non pulisce ed infine chi produce schiamazzi (atteggiamenti addirittura puniti dal codice penale), con tale provvedimento, di fatto, rimarranno impuniti!

Questa la risposta del comune:

Gentile Sig. Brugnerotto,
in riscontro alla Sua mail del 12 u.s., si comunica che in relazione alle segnalazioni di danno pervenute è stato applicato il regolamento.
E’ però intenzione dell’Amministrazione avviare l’istruttoria per la modifica del regolamento stesso rendendolo più stringente, introducendo ulteriori garanzie a tutela del patrimonio pubblico e riducendo l’uso della sala a finalità di carattere sociale.
In attesa di tale modifica, il settore amministrativo si atterrà alle disposizioni che Le sono già state comunicate dall’ufficio protocollo.
Cordiali saluti.

Monica Zanette
Ufficio Segreteria del Sindaco


Quindi nessuna disposizione della giunta …. E se devo seguire lo stesso filone logico, è doveroso pensare che da domani potremmo trovarci con le inferriate al parco del Musestre a causa dei conosciuti atti di vandalismo che si sono perpetrati più volte ai danni dello stesso e mai, da nessuno ripagati.

Quella serata sarebbe stata importante per i partecipanti, per non vivere un’isolamento che specie, durante le feste, avviene in modo sistematico a sfavore di quelle famiglie che arrivano da lontano, che non hanno il conforto di nonni, zii e parenti vari, di quelle famiglie di separati che, magari con figli piccoli, si ritrovano senza un posto dove andare … la pietanza principe di quella serata sarebbe stata la semplicità, la tranquillità di un’ora passata tra chiacchiere e giocando ai giochi di una volta con i bambini e con ragazzi ormai adolescenti, che ancora riusciamo a coinvolgere ….
Ma questo, ai giorni nostri, sono aggregazioni da punire, bisogna incentivare solo ed esclusivamente tutti quegli avvenimenti, dove regna la confusione, il consumismo,i riflettori sempre accesi e la realtà virtuale.

Fa sorridere poi, leggere delibere per l’assegnazione dell’uso di sala “CORNARO”che recitano così:

- da queste esperienze si è evidenziata la necessità di individuare dei momenti aggregativi, più o meno strutturati, che le giovani famiglie, in particolare quelle con difficoltà economiche, possano scegliere di vivere come alternativa alla solitudine degli spazi domestici o alla confusione dei centri commerciali;

- in una società in cui tende a venir meno il senso di comunità e molto spesso non si conosce nemmeno il vicino di casa, le giovani famiglie tendono a isolarsi, a scapito non solo delle relazioni umane ma anche della rete di sostegno che la conoscenza dell’altro e la condivisione di esperienze possono attivare. Rete di sostegno fondamentale, appunto, in un momento di crisi in cui le giovani famiglie sono prese dalle difficoltà contingenti e spesso rinchiuse a guscio nel proprio quotidiano.

Salvo poi, quando le stesse famiglie fanno richiesta dell’unica sala a disposizione, fino a ieri, ricordiamo, da oggi nemmeno più quella, le stesse vengono punite a causa della maleducazione di altri.

Capisco che chi prende questo tipo di provvedimenti scellerati non debba affrontare nel quotidiano questo tipo di problematiche, ma sarebbe giunto il momento che queste persone comincino a pensare che non esiste solo il loro beato modo di vivere fatto di figli di… e di amici degli amici…

Vorrei sottoporre altri due risvolti poco edificante della questione.

Il primo è di carattere tecnico, che tecnico io non sono, ma nella mia ignoranza, mi risulta che un’immobile non utilizzato, vada in decadimento in minor tempo, rispetto ad un’immobile in uso, ma questo non fa testo, tanto verrebbe salvaguardato con i miei soldi, pertanto particolare di poca rilevanza.

Secondo, ben più importante, le famiglie, in questo caso, s’intendono coppie o meno di adulti, accompagnati dai rispettivi figli, tutti minori, ma che vanno dall’infanzia all’adolescenza.

Ebbene alcuni di questi figli, sono oramai partecipi e parte integrante della vita di comunità e come tali sono stata parte attiva della lettura del regolamento, della compilazione e deposizione della domanda e conseguentemente partecipe anche delle risposte date dal comune, perché io credo fermamente nel valore del rispetto delle regole, della vita partecipativa della comunità e questi valori cerco di trasmetterli concretamente in famiglia …. Ma quale insegnamento possono aver ricevuto da questa esperienza? Con quale faccia, il Comune si presenterà ancora a scuola a dar loro lezione sulla legalità, il rispetto della cosa pubblica ed il rispetto delle regole? Con quali argomentazioni potrò io affrontare ancora nuove conversazioni incentrate nella fiducia delle istituzioni?

Gli adulti, dovrebbero imparare che i ragazzi ci guardano e imparano da noi…è inutile andare a scuola a fargli la paternale per gli atti vandalici che sono avvenuti ai danni della scuola stessa, quando poi, l’esempio che diamo è che continua ad essere punito chi le regole le rispetta, il cittadino che paga le tasse e si rende utile nell’attività sociale del territorio quotidianamente.
  
Anche perché , la questione non è finita qui, infatti, il paese è piccolo e la gente mormora, sta di fatto che si vocifera di una festa realizzata in quel sito, ad uso e consumo di un centinaio di persone circa.

Io sono padre di famiglia e non mi perdo in queste cose, anche perché sarebbe un’offesa alla mia intelligenza, quindi non mi sono spinto oltre, certo è che chi legge sa e se fosse vero, dimostra senza ombra di dubbio, lo spessore di chi mi sta governando….

Se fosse vero, i minori del territorio quale insegnamento potranno trarre da questo comportamento? Sicuramente quello che non conviene mai avere il rispetto delle regole, che non bisogna credere nelle istituzioni, le quali si creano delle regole ad personam, le quali servono ad agevolare gli uni rispetto gli altri.

Pertanto, se fosse vero, informo che adolescenti abitanti di Ca' Tron si erano già accordati per la serata e hanno dovuto rinunciare all’ultimo minuto dopo il diniego da parte del Comune, quindi invito il mio comune di evitare in futuro di andare a scuola, da loro, a parlare di questi argomenti.

Sarebbe importante che dimostrassero con i fatti che i cittadini sono tutti uguali, che attraverso la legalità c’è sempre da guadagnare e che il rispetto delle regole ti rende una persona libera.

Adesso mi auguro solo che l’Amministrazione, non usi il solito metodo di menar il can per l’aia.

Con questo ringrazio il direttore per lo spazio lasciatomi a disposizione e saluto.
         
 
  

Franco Brugnerotto

  

 
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