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Martedì
24 febbraio
2015

 

Polizia parrocchiale

Proteggerà Ca' Tron da baccanali nelle sale pubbliche
Annuncio del sindaco in consiglio comunale. "Nella frazione c'è gente che considera gli spazi comunali come casa propria"
  
Quel mascalzone di Franco Brugnerotto, pernicioso brigante di cui ci manca solo la “testina” segnaletica della questura, d'ora innanzi potrà partecipare a feste a Ca' Tron solo se organizzate e sorvegliate dal Gruppo parrocchiale, e con ospiti in numero residuale a raggiungere il limite massimo di 99.
Crede forse di poter usare le sale pubbliche come fosse casa sua? Hai finito di abusare, caro il mio Brugnerotto. Ecco qua tutti gli editti che ti paralizzano.
  
Così in sintesi, ieri sera, il sindaco ha risposto in Consiglio comunale ad una sollecitazione di Andrea Fuga (M5s) su quanto segnalato dallo stesso interessato su queste pagine il 2 gennaio scorso. Ubriacando la pur magra platea con una serie di date di delibere-determine-decreti-regolamenti-missive e formulazioni di estrazione borbonica, compresa una grida di inizio febbraio con la magìa retroattiva di annullare una richiesta legittima presentata il 2 gennaio.
  
Ora, al netto del cuore della questione (che alla fine si riduce probabilmente ad un conflitto ormai personale o di principio fra la giunta municipale ed il cittadino singolo) la faccenda diventa ridicola e pesante se la si legge come l'ennesimo esempio del modello adottato nella gestione dei rapporti di forza fra questa amministrazione comunale e chi, per una qualsiasi ragione, generi antipatia.
Non c'era proprio la possibilità di comporre litigi minimi come questo con due chiacchiere e un caffè?
No, evidentemente. Non c'è già più serenità, in via Roma sono tutti con le mandibole contratte.
Perciò oltre a plasmare ad hoc un sistema di norme e contronorme così artificioso da far alzare la voce al pacioso Fuga (lo sapevamo: il ragazzo c'è), ecco che il palazzo si inventa la polizia parrocchiale.
Come funziona? Si prevede una convenzione con il gruppo che gravita attorno al campanile di Ca' Tron in modo che questo assuma l'incarico, ufficialmente e testualmente, di “vigilare” sui momenti di aggregazione nelle sale pubbliche eventualmente concesse a terzi.
E' il concetto puro della Securitate, di cittadini assunti per controllare i propri vicini di casa a sguardi sbiechi.

Un giorno qualcuno disse: in Rai non voglio più vedere Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. E fu provvisto affinché.
Oggi un sindaco dice: non voglio che Brugnerotto festeggi il Capodanno in una sala comunale a Ca' Tron. E si sta provvedendo affinché.
Certo, certo... le proporzioni.
Ma è l'identico moto antico di quando un potere insicuro si fa piccino, irsuto, astioso. Allucinato.
 
Che figura, signora giunta.
      
 
  

Roncade.it

  

 
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