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Martedì
14 aprile
2015

 

Borse di studio a studenti privati?

Sorpresa: dal 1996 premi comunali a iscritti anche a scuole non statali
Il tema sollevato da M5s che propone la revisione del regolamento. Per il 2015 10 mila euro divisi fra 65
Il regolamento ha quasi 20 anni, due sindaci con quattro giunte comunali e altrettanti consigli non hanno mai eccepito nulla, il tutto si è sempre svolto con soddisfazione degli assegnatari e nessuna contestazione.
Però adesso il dato salta agli occhi ed a sollevare la questione è stato, in un incontro della Terza commissione consiliare, l'esponente del Movimento 5 Stelle Riccardo Furlanetto.
Nell'assegnazione delle annuali borse di studio ai roncadesi più meritevoli di medie, superiori ed università, cioè, sono sempre stati compresi anche gli iscritti alle scuole private.
I quali, per natura stessa della scuola privata, provengono da famiglie che hanno una capacità di spesa generalmente tale da consentire il versamento di rette ben più cospicue delle normali tasse di iscrizione ad istituti statali.
  
L'incentivo comunale, va detto, è modesto, circa 10 mila euro suddiviso fra 65 ragazzi.
Nella scelta dei premiati, oltre al rendimento scolastico, pare ci sia anche un filtro connesso al reddito e nell'ultima selezione è inserito soltanto uno studente di scuole private, iscritto all'istituto “Pio X”, di Treviso, per cui non si può parlare in senso stretto di “sottrazione di risorse ai più bisognosi”.
Per il passato quello che è stato è stato, casomai la colpa (anche nostra) è di non averlo notato.
Resta tuttavia inalterato il principio di fondo. Se la scelta privata (leggi parrocchiale) è spesso obbligatoria quando si tratta di scuola materna per la carenza di collocazioni alternative vicine, il tema diventa radicalmente diverso nei segmenti superiori di istruzione.
Non esiste cioè alcun elemento reale per poter sostenere che, in generale, l'offerta pubblica nel Veneto sia di qualità inferiore rispetto a quella di strutture private e dunque la scelta di affrontare spese molto elevate per la formazione dei figli va ricondotta a ragioni diverse e non dettate da qualche genere di necessità. Per cui la borsa di studio con denaro pubblico all'iscritto alla scuola privata, per usare un eufemismo, stride.
  
L'obiezione che si può porre è che un premio è un incoraggiamento, il riconoscimento di un merito individuale che è sempre un utile stimolo a far meglio, e che non sarebbe perciò giusto privare i ragazzi delle scuole private di una possibile e sudata “soddisfazione”. Però nel loro caso la soddisfazione, visto l'importo, avrebbe una valenza solo psicologica, mentre per gli altri una somma compresa fra i 100 ed i 200 euro può pagare qualcosa di importante.
Comunque, per “salvare” i primi da quella che può apparire come una specie di discriminazione si può prevedere un riconoscimento anche per loro.
Senza valore materiale: una medaglia dorata, una targa, una stretta di mano del sindaco in pubblico. Se sono davvero bravi ragazzi potranno capire e dovrebbe bastare. 
         
 
  

Roncade.it

  

 
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