FB.jpg (3148 byte)

   
Martedì
19 maggio
2015

 

Bobine volanti, due soluzioni

Grazie alle luce a basso consumo si apre la via per rimuovere i cavi
Con una piccola collaborazione dei residenti il centro storico potrebbe cominciare a liberarsi dalle linee elettriche da cantiere
  
Bobine volanti, qualche soluzione forse c'è.
Riassumiamo. Il sistema di cavi aerei e prese elettriche pendenti che si osserva nell'area di fronte il municipio e per un lungo tratto di via Roma è stato installato, con il suo look di provvisorietà, ormai parecchi anni fa per alimentare gli stand degli espositori in occasione delle manifestazioni che periodicamente si svolgono in centro.
  
La provvisorietà è diventata la regola perché per montare e smontare quelle linee l'amministrazione comunale deve sostenere un costo importante. Per cui si è scelto di lasciarle lì, contando sulla pazienza sia di chi “offre” la facciata della propria casa per appendere i cavi, sia di chi, cittadino comune, vorrebbe un po' più decoroso il centro del capoluogo.
Le manifestazioni, comunque, non sono più di quattro o cinque l'anno e i banchi hanno bisogno sostanzialmente di illuminazione, quindi di un quantitativo di energia elettrica piuttosto modesto, soprattutto adesso, con le lampade a basso consumo e a led.
  
Dunque? Dunque sarebbe sufficiente che ogni residente o negozio che si affaccia sul lato dei numeri pari di via Roma (sull'altro lato le prese di alimentazione sono montate all'interno del sottoportico) concedesse, in occasione delle manifestazioni, una propria presa elettrica ed una prolunga alla quale gli espositori possano allacciare la loro utenza. A fronte di un piccolo “contratto” con il Comune che rimborserebbe, di volta in volta, qualche euro (dell'ordine dei 5-10 euro, non di più) per ciascuna giornata. Sarebbero al massimo 200 euro totali il che, per cinque manifestazioni l'anno, fa mille euro. Troppi per cancellare una bruttura inutile 360 giorni su 365? Senza escludere il fatto che, per la felicità di vedere finalmente almeno una parte della via – e la facciata della propria casa – affrancata dalla servitù delle bobine volanti, probabilmente, se l'utente non ci attacca friggitrici o stufette elettriche, qualcuno è pure disposto a regalarla quella corrente.
  
C'è poi una soluzione B. Dato l'affidamento del servizio di pubblica illuminazione ad un'azienda fra le più evolute in senso “green”, Cpl Concordia, si potrebbe negoziare con il gruppo modenese la fornitura (un comodato d'uso gratuito non sarebbe una richiesta vergognosa) di un set di 10-20 accumulatori (banalmente: batterie simili a quelle delle automobili) ed altrettante strisce a led di cui dotare i banchi degli espositori.
Cpl si rinfrescherebbe un po' l'immagine, offuscata da fattacci recenti, e, se ben dimensionato, è certo che un kit leggero batteria+led assicurerebbe allo stand la luce per tutte le ore della manifestazione. Mal che vada si tengono altre batterie sotto carica (in municipio...) e si sostituiscono quando serve.

La nostra parte, proponendo due idee, l'abbiamo fatta. Se sono impraticabili contiamo sulla cortesia degli uffici tecnici nell'illustrarne le ragioni e dunque consentirci una collaborazione più precisa.
  
 
  

Roncade.it

  

 
Condividi su Facebook