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Martedì
13 ottobre
2015

 

La prossima volta...

Auto sulla pista ciclabile e passi carrai ostruiti. Che domenica
Maleducazione stradale e organizzazione superficiale di un evento bloccano ciclisti, pedoni e roncadesi dentro casa
  
Domenica 11 ottobre 2015, pomeriggio. Nelle vicinanze c'è un evento ampiamente reclamizzato ed il clima attira migliaia di persone. La pista ciclabile di via Pantiera è, dal primo all'ultimo metro, occupata per tutta la sua larghezza da automobili.
Il fenomeno, oltre a chiudere fuori ciclisti e pedoni dalla loro sede naturale per costringerli sul ciglio della carreggiata, chiude dentro casa anche alcuni residenti, il cui passo carrabile è ostruito.
Così chi deve uscire con la propria auto dal garage prima porta un po' pazienza, nella speranza arrivi il proprietario del veicolo, poi chiama la polizia municipale.
Numero fisso suona a vuoto. Numero cellulare per le emergenze staccato. Cos'altro si può fare? Rimane il 112.
Pochi minuti e arriva una pattuglia dei carabinieri.
  
I militari provano a risalire al proprietario dalla targa dell'automobile, nella speranza di riuscire a contattarlo al telefono. Niente. L'alternativa che rimane è il carro attrezzi ma, fanno giustamente notare i carabinieri, “se facciamo rimuovere quest'auto non possiamo far finta di non vedere tutte le altre”. Parcheggiare su pista ciclabile non è una cosa da multa soltanto, la rimozione è un provvedimento dovuto. In sostanza arriverebbero colonne di carri attrezzi con immaginabile traffico di automobili agganciate e portate via.
E' un diritto esigerlo ma le possibili conseguenze, anche mediatiche, su quanto accadrebbe fanno ovviamente riflettere.
  
Che si fa? Si rinuncia all'appuntamento per salvare il buon nome dell'evento? Si graziano decine di maleducati per non passare per guastafeste?
La provvidenza però esiste. Mentre si ragiona arriva infatti il proprietario della macchina, il quale si becca l'ovvia contravvenzione ma il caso, con sollievo per tutti, si chiude. Per magìa, inoltre, in pochi minuti, decine di persone corrono a spostare la macchina dalla pista...
  
Però adesso occorre trarre la morale e le morali sono tre.
1) Noi siamo sempre gli italiani che se non fanno i furbetti non sono contenti. Che parcheggiare su una pista ciclabile sia un peccato grave è cosa più certa che Natale cada il 25 di dicembre ma basta vedere che lo fanno in tre ed ecco che lo possiamo fare anche noi. Abitudine e amnistia per qualche ragione ci devono sembrare la stessa cosa.
  
2) Non prevedere un servizio di gestione del traffico in occasione di un evento popolare arcinoto, da parte del comando di polizia locale, è una scelta strana. Comunque si viene a sapere che l'organizzazione non avrebbe dato alcuna informazione formale e quindi ai vigili non è sembrato obbligatorio curarsene.
  
3) C'è dunque stata una superficialità nei promotori dell'evento, i quali non possono avvertire come moralmente esaurito il loro compito organizzativo quando va tutto bene nel solo perimetro della manifestazione. L'indicazione dei molti parcheggi regolari utilizzabili (almeno quattro in un raggio di 500 metri), non è comparsa sulle inserzioni pubblicitarie nei giornali e sono pure mancati banalissimi cartelli da collocare all'ingresso del paese ed agli incroci per orientare chi non conosca Roncade e per risparmiare ai roncadesi le ricadute sui luoghi pubblici di un evento di natura privata.
                    
    
  
  

Roncade.it

  

 
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