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Martedì
28 gennaio
2014

 

E questa è una

Chiara Tullio spiazza e dice ok ad una candidatura
"E' una disponibilità interna che nasce fra le altre. E poi è il tempo degli aut-aut di Kierkegaard"
  
Rotti gli indugi, per le amministrative la nebbia inizia a dipanarsi, almeno nel centrosinistra.
Chiara Tullio, con una lettera agli iscritti del Pd, ha ieri formalmente espresso la propria disponibilità a "correre".
Cosa che, dal punto di vista concettuale, non ha in sè un grande significato (sarebbe stato strano se un assessore uscente, anagraficamente compatibile con gli sforzi che lo aspettano, non lo avesse fatto) ma che nel silenzioso traccheggio degli ambienti di maggioranza mette finalmente un punto.

Visto cioè che l'immobilità comunicativa dei Rubinson, essendo ormai la fine di gennaio, aveva ben poco di tattico e somigliava sempre di più al non saper che pesci pigliare, ecco che un nome almeno c'è.
A rallentare la costruzione del personaggio-sindaco Pieranna Zottarelli, sulla quale da molti mesi erano addensati i progetti del sindaco uscente, Simonetta Rubinato, pare vi sia stata una condizione posta dallo stesso partito di appartenenza.

Gli iscritti roncadesi, in sostanza, avrebbero assunto come irrinunciabile per la persona che si sarebbe dovuta candidare, l'appartenenza al Pd, caratteristica non conciliabile con l'attuale assessore al bilancio la quale una tessera democratica non l'ha mai avuta.

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"La mia è una disponibilità interna che nasce fra altre - precisa comunque Tullio - e mi pongo su un piano di continuità con la lista civica che abbiamo adesso. Deve essere chiaro che non passo ad alcuna formazione alternativa".
La decisione di manifestare formalmente la propria scelta, nonostante indicazioni prevalenti nella maggioranza per una ulteriore dilatazione dei tempi prima di scoprire le carte, è stata spiegata ancora dall'interessata con la necessità di "avere dei riferimenti chiari per poter iniziare il lavoro sui tavoli di confronto. Se non hai dei soggetti definiti con cui rapportarti - ha aggiunto - come puoi elaborare capisaldi concreti sui quali costruire un programma solido?"

Al di là di sollecitazioni di partito e di gruppo, la spinta alla inattesa esternazione pare sia giunta nientemeno che dal filosofo danese Søren Kierkegaard. "La sua dialettica qualitativa che si fonda sull'aut-aut anzichè nell' et-et, cioè che obbliga ad una scelta chiara invece che alla ricerca di una sintesi - conclude Tullio - mi ha affascinato fin dai tempi del liceo. O si è o non si è".

  

Roncade.it

  

 
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