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Sabato
8 novembre
2014

 

Il gatto e la volpe

La Regione non ferma il progetto 'Via del Mare' di Galan, Chisso & C
Sulla strada pubblica fra Treviso e Jesolo gli interessi privati della plurinquisita Adria Infrastrutture
  
Del vizio di fondo che alimenta le perplessità sulla trasformazione della Teviso-Mare in una superstrada a pagamento abbiamo già parlato a cominciare da cinque anni fa, così come già allora esisteva un'idea chiara sulla possibilità di affrontare soluzioni alternative a costi molto ridotti.
  
Ieri sera, in un incontro promosso dai circoli Pd di Roncade, Monastier e Meolo, il presidente della società di progettazione Tepco di Vittorio Veneto, Leopoldo Saccon, ha infatti sostanzialmente ripercorso l'idea già descritta nel consiglio comunale del 30 novembre 2009. Si potrebbe percorrere il tratto fra Treviso e Jesolo, più velocemente e con maggiore sicurezza, insomma, semplicemente raddoppiando il numero delle corsie (lo spazio pubblico a disposizione c'è già e dunque non servono espropri) e togliendo la gran parte degli accessi a raso.
  
La novità rispetto ad allora sulla quale ieri sera si è insistito sta nelle evidenze dell'inchiesta giudiziaria sulle imprese candidate a realizzare il progetto di finanza che invece trasformerebbe il tratto a pagamento, ottenendo un business su un'infrastruttura che appartiene al patrimonio pubblico. Nell'Associazione temporanea di imprese, (Adria Infrastrutture Spa di Mestre, la Società Strade del Mare Spa, di Jesolo, e il Consorzio "Via del Mare", sempre di Mestre) in particolare la prima non sarebbe altro che un cavallo di Troia grazie al quale, attraverso prestanome, il precedente presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, e l'allora assessore alle infrastrutture, Renato Chisso, avrebbero avuto ghiotte ed occulte partecipazioni. Da Palazzo Balbi, insomma, i due avrebbero autorizzato opere finalizzate ad una ricaduta diretta su propri interessi privati.
Basta vedere i nomi che stanno in Adria. La società è riferibile quasi interamente a Mantovani e la sua gestione era affidata a Claudia Minutillo, ex segretaria particolare di Galan, ed al suo ex amministratore delegato, Piergiorgio Baita. Tutti personaggi sul cui recente percorso giudiziario è inutile soffermarsi.
  
Eppure la Regione Veneto ha ugualmente fatto partire la gara (nella quale Adria avrebbe un concorrente) che sarà decisa da una commissione. La domanda di fondo che si sono posti il consigliere regionale veneto Bruno PIgozzo, il segretario regionale del Pd, Roger De Menech, ed il deputato Simonetta Rubinato, vista la rete corruttiva che insiste in Adria (ed un costo nominativo dell'opera per oltre 200 milioni), è come mai l'attuale presidente della giunta regionale, Luca Zaia, non abbia ancora sospeso la procedura.
         
 
  

Roncade.it

  

 
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