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Giovedì
11 settembre
2014

 

Le ricerche con la penna biro

E' morta a 88 anni Leopolda Terribile, storica bibliotecaria di Roncade
Carbonere: "Quando arrivai, nel 1993, non c'erano rivali. Ogni tanto tornava. Non mi riconosceva più ma, guardando i libri, le scendevano le lacrime"
  
Quando arrivai a Roncade, nel 1993, trovai una biblioteca di ottimo livello.
Il patrimonio bibliografico era notevole, pari a circa 18 mila volumi, molti per una biblioteca di provincia, la quale, per allora, non aveva grossi rivali.
 
La catalogazione del patrimonio era stata fatta con assoluta competenza. Chiesi di conoscere Leopolda Terribile che mi era stata presentata come una persona rigida e scoprii, invece, una dolcissima signora, con un amore senza limiti verso i libri e la cultura.
 
Nacque così un'amicizia delicata e quando ci vedevamo ci scambiavamo esperienze e consigli di lettura. Mi pareva impossibile che quella persona potesse essere così rigida come tutti dicevano, e mi pareva assurdo pure il suo cognome.
Purtroppo gli ultimi anni l'hanno segnata pesantemente e quando veniva in biblioteca accompagnata dal personale della casa di riposo non mi riconosceva più. Guardandosi attorno con occhi sorpresi ripeteva sempre "io una volta dovevo stare in un posto come questo dove c'erano tanti libri" e le scendevano le lacrime agli occhi.
 
La ricorderò sempre così. Come dissi in passato, credo che la comunità le debba assolutamente la "Roncola d'Oro" perché ha lasciato un segno e ha fatto sì che si sia nettamente distinta in campo biblioeconomico - inteso come capacità di gestione delle collezioni e di conservazione della memoria roncadese - dagli altri.
       
 
  
Enza Carbonere
 
 
10 settembre 2014


Le ricerche di scuola media con la penna biro. Uno cerca, l'altro detta (sottovoce), l'altra ha la bella calligrafia e scrive e il quarto del gruppo di solito è il deconcentrato cronico della classe che il professore ha aggregato d'ufficio sperando in un miracolo.
Se ricordo a memoria qualcosa degli Ittiti, popolo dell'Asia minore di quattromila anni fa, è perché la signorina Terribile, quando era bibliotecaria nello stanzone della vecchia scuola professionale (combinazione: dove adesso c'è la casa di riposo, cioè dove è morta), un qualche pomeriggio di pioggia tirò giù da uno scaffale un volume pesantissimo, probabilmente della Treccani. Senza esitazione, lei sapeva.
Quindi, un po' per uno, si lavorava. Copia di interi paragrafi a penna biro su grandi fogli protocollo da incollare, impossibile cancellare gli errori. Assemblaggio su un cartellone con figure ritagliate altrove o disegnate con i pastelli.
Odore buono di Coccoina e cancelleria, titoli col pennarello grosso che però puzzava. Chi è, sopra i 50, che non l'ha fatto?
Ricerca di Storia. Con la lentezza dell'operazione qualcosa degli Ittiti rimaneva fra i neuroni della memoria. Oggi, ovviamente, se a qualcuno occorressero con urgenza informazioni sugli Ittiti, gli sarebbe sufficiente estrarre di tasca la piccola protesi touchscreen.
Ma, siamo seri, c'è il rischio che gli Ittiti possano entrare nel nostro quotidiano istantaneo, nella nostra danza tarantolata di tutte le notizie da registrare e poi cancellare, fra l'ora di colazione a quella di dormire?
No. Remotissimo.
La buonuscita di Luca Cordero di Montezemolo e gli amorazzi volatili-democratici di Massimo Giletti sono molto più prepotenti.
Dalla signorina Terribile Google non ha mai avuto neppure una foto (ci perdonerà, adesso ci tocca dargliela).
  

Gianni Favero

  

 
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