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Martedì
30 settembre
2014

 

Pubblica sciatteria

Da 16 giorni uno striscione scaduto nella piazza del municipio
E' rimasto esposto più a lungo dopo la manifestazione che prima, quando serviva. Si stava meglio quando si stava peggio?
  
Il 14 settembre a Roncade ci sarà la Fiera dell'Artigianato, la mostra di prodotti tipici e vecchi mestrieri e pure la gara podistica Corriestate.
  
Un viaggiatore di passaggio così ne è informato, c'è uno striscione di sei metri giusto di fronte al palazzo municipale con tanto di logo della Città di Roncade. Il viandante ha letto per niente, però, perché gli eventi, capisce subito, sono avvenuti da più di due settimane.
La fotografia a fondo pagina è delle 8,20 del 30 settembre 2014.
 
Non si dica che non abbiamo lasciato margini di tolleranza.
Abbiamo aspettato ma ora siamo all'assurdo: lo striscione è rimasto esposto più a lungo dopo l'evento che prima.
L'altra fotografia, qui a fianco, della locandina "dimenticata" della Corriestate, vicina all'incrocio centrale, ha la stessa data.

Chiunque, sapendo di dover ricevere un ospite improvviso in casa propria, cerca di riordinare. Toglie i calzini appallottolati in fondo al corridoio, nasconde scopa e paletta, getta i giornali vecchi. Si pettina un attimo, si fa la barba o si passa un filo di trucco, magari sostituendo la frusta tuta da casa con qualcosa di fresco e pulito.
 
Nel nostro mondo nordestino è più facile accettare l'ignoranza che la sciatteria. L'ignoranza può avere tante cause incolpevoli, la sciatteria è un mix di accidia, pigrizia e disamore verso chi ti viene incontro.
Senza giustificazione, nel caso dello striscione.
  
Mettiamo che la locandina della Corriestate sia un dimenticanza, in giro ce n'erano tante. Ma la grande banda plastificata è una sola, di fronte alla porta che varca tutti i giorni almeno il 75% dei lavoratori della amministrazione comunale. Sindaco, assessori e segrteraio compresi.
Qualcuno che dedichi cinque minuti a slacciarla dalla ringhiera, ripiegarla e portarla dentro no, eh?
Tutti a pensare che tocca a qualcun altro.
Quando le mansioni sono così burocraticamente codificate la desensibilizzazione verso tutto il resto diventa legittima.
Non è casa mia.
Non è casa mia?
 
I sanpietrini che saltano dai marciapiedi sono costosi da aggiustare, non ci sono i soldi e pazienza.
Le matasse di cavi appese in aria devono essere elementi architettonici voluti da qualche incompreso Fuksas nostrano, e pazienza.
 
Rimane da supporre che il divieto di rimozione di stendardi pubblicitari scaduti faccia parte del nuovo sistema normativo di Matteo Renzi rispetto al quale, come sappiamo, questa amministrazione ha una posizione di "assoluta contrarietà".
      
 
  

Roncade.it

  

 
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