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Martedì
11 novembre
2014

 

A volte i dorotei ritornano

Sartor: "L'intesa fra Rubinato e Puppato era nota dallo scorso anno"
Provengono da aree opposte del Pd ma si mettono d'accordo per dividersi i posti a Venezia e a Roma. Io sostengo Moretti
  
Da elettore del PD, partito alla cui nascita ho concorso, il 30 novembre mi recherò alle urne per indicare il nome di chi nella prossima primavera sfiderà l’uscente Luca Zaia per la Presidenza della Regione Veneto.
La mia scelta sarà per Alessandra Moretti, che ritengo la candidatura migliore, per capacità dimostrate come amministratore locale e per la sua ampia notorietà, elettoralmente già dimostrata.
  
La mia scelta per l’ex Vicesindaco di Vicenza è rafforzata dai contenuti che lei sta già annunciando e che senz’altro saranno meglio definiti a breve, per la futura gestione dell’ente regionale, a servizio di una popolazione virtuosa e laboriosa come quella dei veneti, mentre da parte di chi le si contrappone abbiamo assistito a una specie di “manfrina” basata soprattutto sul metodo (Primarie sì / Primarie no), più che sul programma.
Per di più, la candidatura di Rubinato (meglio sarebbe dire “Rubinato sub specie Puppato”) non convince, per l’accordo di potere che sta alla sua base.
Stravolgendo la realtà documentabile e confidando sull’amnesia dei più, i quali nella vita riservano giustamente la loro memoria a fatti esistenziali ben più importanti, si è voluto far passare come una pura invenzione, malevola e in “stile mafioso”, quanto la stampa ha rivelato in merito a quel “patto” tra donne democratiche.
  
Basterebbe invece andar a rivedersi un po’ la vicenda dell’ultimo congresso provinciale del PD di Treviso per constatare come fosse sin d’allora notorio e molto “chiacchierato” che l’accordo palese sul nome della nuova Segretaria PD Andreetta allora intessuto dal duo Puppato-Rubinato, allo scopo di bloccare la candidatura di rinnovamento rappresentata da Leone Cimetta, non potesse che essere finalizzato ai futuri ruoli politici delle due protagoniste principali: l’una al Parlamento e l’altra in Regione.
Se ne parlava già in quel 2013. Chi può averlo dimenticato, almeno a Treviso?
Naturalmente simili pattuizioni, di per sé poco nobili, non verranno mai ammesse dalle dirette interessate. Però la logica le presuppone.
Comunque, non vi sarebbe nulla di strano, se...
  
Nulla di strano – dicevo – poiché in qualsiasi partito gli accordi tra componenti interne rappresentano una dialettica consueta e perfino ovvia. Il dubbio insorge quando alla base di tali accordi non vi sono un progetto politico e una compatibilità di posizioni. Questo è proprio il caso di Treviso: allora la confluenza congressuale Puppato-Rubinato avveniva tra un’esponente Civatiana e un’esponente Fioroniana, schierate cioè con le due ali opposte del partito, posizionate l’una sulla sinistra e l’altra sulla destra, l’una di ascendenza operaista, l’altra di matrice cattolica.
In considerazione di ciò, come non vedervi un accordo di mero potere? Le deduzioni logiche di allora, ora sono puntualmente confermate.
  
In queste condizioni di anomala gestione del Partito Democratico trevigiano, mi viene da pensare al doroteismo.
Come me, diverse altre persone che ora aderiscono al PD in passato hanno conosciuto e combattuto il doroteismo, cioè la degenerazione della politica. Se da un lato i dorotei avevano una vera funzione rappresentativa nel quadro politico del tempo, quali referenti del moderatismo presente nella società e quali portatori di rassicurazione contro l’avventurismo della sinistra e dal loro punto di vista perfino contro certo riformismo, dall’altro lato finirono per diventare un fenomeno quasi ideologico (“doroteismo”, appunto), sinonimo di gestione del potere per il potere, a prescindere dai contenuti politico-programmatici.
Il risorgere del doroteismo è ciò che mi pare di vedere stia avvenendo oggettivamente ora nella componente maggioritaria (anche se maggioritaria per pochi voti) del PD della Marca, al punto che si potrebbe dire che se noi cinquantenni-sessantenni abbiamo sofferto nel passato la predominanza dei dorotei, oggi ci ritroviamo rappresentati da delle dorotee. Il potere è il loro fine, non lo strumento.
  
Meglio, allora, la limpidità politica di Alessandra Moretti, che invito a sostenere.
            
 
  

Ivano Sartor
ex Segretario provinciale Ppi di Treviso
ex Coordinatore provinciale dell'Ulivo
Sindaco emerito di Roncade

  

 
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