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Martedì
27 maggio
2014

 

In Graziella sullo Zoncolan

Genesi e mito del fenomeno-Furlanetto
L'ex presidente Acer entra in consiglio comunale e insegna che anche a Roncade si può
  
I numeri sono numeri e disegnano il mondo razionale. Con paragone ciclistico, in democrazia dicono chi arriva a Milano in maglia rosa, e chi arriva a Milano con la maglia rosa è il migliore e ha i migliori gregari. Onori televisivi e fiori sul palco da ragazze da urlo, a destra e a sinistra. Tanti baci. Punto.
Ma Riccardo Furlanetto di Roncade ha scalato il monte Zoncolan con la Graziella.

Rewind.
In autunno, con l'imminente scioglimento dell'Associazione dei commercianti di Roncade (Acer), i ragionamenti di sottoportico cominciarono a focalizzarsi sulla possibilità di una rappresentanza della categoria alternativa al non sempre fluido dialogo fra l'Acer e la pubblica amministrazione. Si valutò in sostanza l'ipotesi di ottenere una voce in Consiglio comunale, data anche la strana e storica carenza in assemblea di roncadesi del capoluogo.
  
La strada per rendere praticabile il progetto, però, fu presto condizionata da un bivio: o cercare un dialogo con chi già disponeva di strutture, ammiraglie e divise - per restare nell'immagine del Giro d'Italia - oppure comperare un po' di biciclette e un'utilitaria di seconda mano per iscriversi comunque alla carovana.

La prima ipotesi fu testata, ma i numeri delle maglie dei team da classifica erano di fatto già tutte in via di assegnazione e le liste d'attesa erano affollatissime.

Non rimaneva che la seconda via, oggettivamente molto più complessa.
Ma era una via che poneva una sfida di rara suggestione.
Era l'opportunità di verificare se a Roncade ci fosse uno spazio di rappresentanza da guadagnare senza addentellati con le grandi reti di relazioni. Cioè associazioni di ogni genere, gruppi laici e parrocchiali, ambienti scolastici, sportivi e ricreativi, e così via, vale a dire le praterie di numeri generosi sulle quali di solito si consumano le competizioni e vengono fecondate le leadership.

Il livello ulteriore di difficoltà - che rendeva però il tutto ancora più elettrizzante - era di provarci senza alcun compagno di viaggio tesserato in partiti classici o già esperto di pubblica amministrazione.
In altri termini occorreva concepire una sigla pescata dal nulla.
Per quanto l'avventura fosse posta sul piano giocoso (“comunque vada – si ripeteva nel sottoportico - ci saremo divertiti”) il proposito si rivelò tuttavia al di sopra delle possibilità. L'ammiraglia di seconda mano costava troppo.

Ma dio vede e provvede. La sovrapposizione fra lo status di matricole e le condizioni di estraneità ai microsistemi locali dell'”idea-Acer” di partenza (chiamiamola così per semplificare) e quella del Movimento 5 Stelle era quasi perfetta. E poi non si trattava di discutere di gargamelle, ebetini, psiconani o altre amenità.
In pochi di qua e in pochi di là, messi assieme, la squadra per iscriversi al Giro - semplificando - è stata trovata. Non c'erano biciclette con il cambio e il manubrio ricurvo. Solo qualcosa di recupero ma pur sempre funzionante.

Così a Roncade è successo un fatto a modo suo storico. Qualcosa di simile, andando indietro nel tempo, accadde sul finire degli anni '80 quando nacque la prima lista civica (ma nel senso autentico del termine, cioè senza esponenti di partito) grazie a Bruno Lorenzon, il quale riuscì a violare con due consiglieri il sancta sanctorum dei vari Dc, Psi, Pci eccetera. Ma torniamo a noi.
Domenica è accaduto che ogni quattro consensi presi dal nuovo sindaco un quinto fosse per i pentastellati, e che ogni 10 preferenze attribuite al candidato consigliere più votato, Chiara Tullio, un' undicesima cadesse sul presidente della dissolta Acer, che così è diventato consigliere comunale.

Riccardo Furlanetto è stato l'ultimo ad arrivare a Milano, ma (visto che il candidato sindaco, Andrea Fuga, sarebbe entrato comunque in assemblea) l'unico a dimostrare che si può salire sui passi di Coppi e Pantani con una bicicletta pieghevole. Evviva.

  

Roncade.it

  

Caro Direttore,
grazie infinite per questa metafora ciclistica. Come sempre riesci a fotografare con le parole.
Grazie a tutta la squadra ,alla bella gioventu’. Grazie ad Andrea.
Prepariamoci si parte!
Perché in fondo una salita è una cosa anche è normale 
Assomiglia un po' alla vita devi sempre un po' lottare 

(E mi alzo sui pedali Stadio dedicata a Marco Pantani)

Riccardo Furlanetto
 

 
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