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Venerdì
17 ottobre
2014

 

Carla killed the radio star

Perché a Roncade si fermò la start-up di eccellenza degli anni Trenta
Una saga con un filo di leggenda raccontata attorno al primo apparecchio radio del paese
  
La fotografia a fondo pagina riproduce un gruppo di ragazzini che abitavano a Roncade negli anni '40 del secolo scorso, attorno al forse primo apparecchio radioricevente del paese, fabbricato dalla "Unda", azienda di Dobbiaco in seguito trasferita a Como e successivamente rilevata dalla Cge.
Una serie di consulti ha consentito di riconoscere quasi completamente le persone raffigurate.
  
In piedi, da sinistra a destra, ci sono:
Dorina Zanotto, Fernanda Lorenzon, Carlo Cervellin, Giuseppe Anselmi, Antonio Lorenzon, Carnio (?), Federico Vianello, Aldo Lorenzon, Vanda Paro.
In seconda linea, sedute, sono state identificate Tina Andreazza, Lucia Andreazza (nell'automobile a pedali), Elena Lorenzon, Anna Lorenzon, Edda Andreazza, Beppina Anselmi, Dina Guerretta.
 
La fotografia è stata scattata in casa di Giovanni Lorenzon, in centro a Roncade. La radio sembra appartenesse a Vittorio Lorenzon, primo riparatore di apparecchi radio e - qui subentra una piccola storia striata di leggenda - pure produttore di radioricevitori.
Vittorio, si racconta, aveva iniziato una piccola produzione di apparati, commissionando i contenitori in legno ad un mobilificio di Biancade, ed il commercio era bene avviato se è vero che gli acquirenti furono numerosi.
A quel punto, non potendo più continuare l'attività in ambiente domestico, propose l'ingrandimento dell'attività a Luigi Menon, uno dei proprietari delle note officine meccaniche dalle quali uscì la famosa "vetturetta".
L'opportunità avrebbe aggiunto una nuova linea di business per un polo industriale che già si era distinto sia per i motori per l'autotrazione (la vetturetta è indicata come la prima vera automobile italiana), sia, in precedenza, per le biciclette e, in seguito, per realizzazioni metalmeccaniche civili e militari.
Luigi accettò, riferiscono i testimoni, predisponendo gli ambienti ed incoraggiando quella che oggi si chiamarebbe una "start-up innovativa". A bloccare il progetto sarebbe tuttavia sorto un ostacolo imprevisto e, purtroppo, insormontabile.
L'industriale avrebbe cioè posto come condizione a Vittorio di fidanzarsi con la figlia, Carla, si sostiene non così facile da maritare.
Vittorio rifiutò. Già fidanzato con una giovane di Oriago di Mira, Carmen, l'ingegnoso radiotecnico salutò il potenziale partner industriale e si traferì nel paese dell'entroterra veneziano, dove avviò un'attività sempre nello stesso campo.
Un peccato, perché Roncade avrebbe avuto qualcosa da dire di importante anche nel campo della nascente radiofonia di massa.
Di Carla, a completamento della saga, sappiamo solo che convolò successivamente a nozze con un facoltoso vetraio veneziano.
         
 
  

Roncade.it

  

 
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