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Domenica
16 febbraio
2014

 

Chi sale chi scende

Per i rumors di sottoportico Leonardi scavalca Zottarelli
Tullio attende il principe azzurro e nel frattempo giungono i Cinque Stelle carichi di doni
  
Ci eravamo lasciati - nel lavorìo di analisi, rumors e ipotesi sulla politica roncadese – con l'articolo del 7 febbraio in cui si poneva in relazione il disegno della coalizione trasversale con un piano della stessa natura proiettato su un progetto di corsa alla leadership regionale di Simonetta Rubinato, nel 2015.
Considerazioni, è stato possibile constatare nei giorni successivi, per niente immaginarie sia per la mancanza di smentita sia, soprattutto, per la conferma diretta avuta da soggetti ai quali l'attuale sindaco ha espresso le proprie ambizioni.
Tornando però ad uno sguardo in sede squisitamente locale, le novità che paiono aver preso consistenza negli ultimi giorni, specie dopo una non semplice riunione del Pd roncadese, si possono articolare nel seguente schema.

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Uno. Nel gioco del chi sale-chi scende perde consistenza l'ipotesi di candidatura, in casa Rubinson, di Pieranna Zottarelli. Il Pd, in parole povere, pare non disposto a sostenere un soggetto non solo non iscritto ma pure portatore di sensibilità un po' troppo diverse.

Due. Il nome allora avanzato al suo posto sarebbe quello di Sergio Leonardi, presidente della Fondazione “Città di Roncade”. Ma neanche in questo caso si dice in casa Pd sia stato stappato lo spumante.

Tre. Nella corte dei Rubinson l'insofferenza verso Chiara Tullio, l'unica persona finora a manifestare la volontà di candidarsi, si è frattanto trasformata in veto. La giovane, dicono, è poco malleabile. Incrociando il segretario, poi, drizza – ricambiata - il pelo sulla schiena (per chi si sintonizza solo ora: le prossime amministrative a Roncade saranno di fatto un referendum pro o contro la permanenza del segretario, dato che Rubinato uscirà dal campo per somma di mandati).

Quattro. Nessuno ha ancora definito in quale modo una candidatura, se unitaria, dovrà essere individuata. Cioè chi abbia titolo per parlare (Solo i Rubinson? Solo il Pd? Chiunque lo voglia fare?) e in che modo misurare il consenso sulle eventuali diverse figure candidabili.

Cinque. Il rischio che così si configura, come prescrive ogni buon manuale di tattica politica, è che chi tema le consultazioni allargate faccia il possibile per far trascorrere le settimane in traccheggi infruttuosi, in modo da non lasciare più il tempo tecnico per effettuarle. Nella fretta indotta, in sostanza, i più furbi contano di assumere decisioni blitz non più modificabili.

Fin qui abbiamo ragionato senza però tener conto di altri fattori. E cioè:

Uno/a. Ci sono ambienti che non lasceranno Tullio alla finestra ad aspettare decisioni – come detto, prevedibilmente lente e vischiose – da casa Rubinson. Entro un termine ben definito di pochi giorni, alla ragazza sarà formalmente chiesto se preferisca rimanere fiduciosa a bagnomaria o accettare il supporto di chi molto più nettamente vede in lei la candidatura vincente. Se dirà di no, una macchina anti Rubinson partirà ugualmente.

Due/a. E' vero che Tullio ha detto che, in mancanza di un via libera dei Rubinson sulla sua persona, non si impegnerà in altre avventure. Però c'è anche chi aveva assicurato “Enrico stai sereno” e poi invece...

Tre/a. Ci sono ancora altri ambienti cittadini, anch'essi ben disposti a sostenere la ragazza, i quali, come era ovvio succedesse, sono stati raggiunti con proposte molto ghiotte dal M5s, a Roncade privo di rappresentati locali riconoscibili. E anche questa è una partita che si dovrà decidere in un pugno di giorni. Tenendo conto che le elezioni amministrative avvengono nella stessa data di quelle Europee e della macchina propagandista dei pentastellati, inoltre, un effetto trascinamento sull'esito locale va senz'altro messo nel conto.

See you soon

  

Roncade.it

  

 
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