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Martedì
4 febbraio
2014

 

Ma niente oppositori nella mia lista

Tullio: "Chi oggi è avversario potrà sostenerci ma senza nomi"
Il Coordinamento intanto invia un documento criptico in cui pare invece si lasci spazio anche a tesserati di ogni partito
  
Le novità degli ultimi giorni in parte sono state scritte (la candidatura di Chiara Tullio, il disappunto di Guido Zerbinati) in parte sono da ricavarsi da alcuni altri elementi.

Fra questi c'è un documento inviato dalla “Lista civica con Simonetta Rubinato sindaco”, che sorge per la necessità precisare certi capisaldi con “chiarezza e trasparenza” nei confronti degli elettori.
Purtroppo è redatto con una prosa che si riteneva estinta dalle epoche delle “convergenze parallele”.
Grazie all'aiuto di suoi estensori, tuttavia, la decodificazione dello scritto porta a mettere a fuoco (speriamo) alcuni punti.
Cioè:

a) Nella civica alla quale i coordinatori stanno lavorando ci possono entrare tutti
b) Ci possono entrare anche quelli che hanno tessere di partito. Di qualsiasi partito
c) Ci possono entrare anche quelli che ad oggi siedono nei banchi dell'opposizione
d) Il candidato sindaco può non essere un tesserato Pd.

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Il documento, a sostegno di questo schema, insiste sull'importanza di trovare un'intesa sul programma, cosa che renderebbe sostanzialmente irrilevante la provenienza politica, più o meno dichiarata, dei suoi sottoscrittori.

Insomma, se nella lista entra qualcuno con tessere o esplicite inclinazioni di centrodestra (non dovrebbe essere discutibile che il Pd - cioè il partito di Simonetta Rubinato, esponente politico che dà il nome anche a questa nuova lista - è di centrosinistra) si dovrebbe considerare l'importato come “cittadino neutro” prima che espressione di questo o quel partito.
La pretesa è quella di convincere che, in questo modo, ogni ragionamento risulti sterilizzato da giochi di bandierine ed equilibrismi fra segreterie.

La domanda diretta posta ai coordinatori – perchè se non si arriva al vero cuore della questione (che non sono certo il programma e la sua condivisione, non siamo ingenui) si rimane sulla fuffa - è stata allora la seguente:

La candidatura a sindaco sarà di Chiara Tullio o di Pieranna Zottarelli?
“Chiara o Pieranna - risponde Paolo Giacometti - possono essere nomi spendibilissimi, ma sulla carta ve ne sono anche altri. La discriminante è su quale terreno si muoveranno? Se una volta era pensabile un monocolore democristiano, ora bisogna trovare percorsi più ampi e magari confrontarsi anche con chi ha delle provenienze più ampie”.

Perciò Troia apra pure le sue porte ad Ulisse con il suo cavallo di legno.
Ora si tratta di capire cosa ne pensi del documento l'unica, finora, candidata formale, cioè Tullio.
“Di base - osserva l'interessata a caldo - non mi sorprende quello che c 'è scritto, non sono novità. Trovo però assurdo pensare di conferire a questa lista la natura di 'civica' da una parte ammettendo che il candidato sindaco non sia un tesserato Pd e dall'altro accogliendo rappresentanti di aree di opposizione, tesserati compresi”.

Lei accetterebbe che nella lista civica si inserissero persone che nelle legislature Rubinato stavano all'opposizione o in partiti che le esprimevano?
“No. Se vogliono sostenerci dall'esterno, va bene. Ma nella lista il loro nome non ci deve stare”

Accadesse, vi sarebbe il rischio di una scissione dei Rubinson?
“Per quanto mi riguarda no. Me ne andrei e basta, non mi impegnerei in altre avventure”.

C'è un altro passaggio nel cripto-documento. Quello in cui si legge che “da occasioni di partecipazione e forme di consultazione dei cittadini, e in particolare dei numerosi sostenitori della lista civica uscente, emergeranno sia i contributi programmatici, sia le persone che entreranno in lista, sia infine il candidato sindaco”.
“Bene. Ma come? Non è spiegato. Si fanno delle primarie? In che modo 14 mila cittadini, nel tempo che rimane, possono dire se vado bene io, se va meglio Pieranna o se è ancora meglio qualcun altro? Chi sono i grandi designatori? Da chi sono scelti? E con quali regole?”

Perchè, al netto di collocazioni politiche, lei dovrebbe essere preferita a Zottarelli?
“Ripeto ancora che di lei ho la massima stima, abbiamo sempre lavorato bene. Se si immagina una legislatura meccanica e senza sorprese, con grande oculatezza per ogni singolo centesimo, di certo in questo è più brava lei.

Se invece si ritiene che occorra inserire fantasia e visione nella futura gestione della città, allora la figura più opportuna è la mia. Ho imparato che ci sono molti canali diversi da quelli standard per ottenere le risorse necessarie a progetti apparentemente irrealizzabili.
E poi, se il ricambio generazionale è un valore, mi dispiace per tutti ma quella che ha 32 anni sono io”.

  

Roncade.it

  

 
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