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Lunedì
10 novembre
2014

 

I guai? Figli unici e web

Bilancio di fine lavoro della dirigente Annamaria Pietrobon
Intervista di Antonio Ceccato a chi ha guidato l'Istituto comprensivo di Roncade e Monastier negli ultimi 20 anni
  
Dal 1° settembre 2014 Annamaria Pietrobon, storico Dirigente scolastico di Roncade e Monastier (ora Istituto Comprensivo) è in quiescenza, dopo aver prestato servizio per gli ultimi 20 anni nel nostro territorio.
Un periodo segnato da profondi cambiamenti sociali e culturali, dei quali la scuola è per sua natura sensibile sismografo e osservatorio privilegiato.
Chi scrive (Antonio Ceccato) è stato presidente del Consiglio di Circolo nella seconda metà degli anni ’90, per tale motivo ha chiesto alla dott.ssa Pietrobon un’intervista, che ha gentilmente concesso.
 
Clima sociale
Dal mio arrivo ho rilevato, contrariamente ad altre realtà, un clima di rispetto per le istituzioni e per chi è chiamato a rappresentarle.
Questa caratteristica è stata mantenuta nel tempo, evolvendo da un approccio iniziale passivo e quasi timoroso da parte dei genitori in un rapporto dinamico tra l’istituzione ed i singoli.
E’ probabile che tale evoluzione sia stata propiziata dai cambiamenti subiti nel tempo dalla scuola stessa.
 
Adempimenti istituzionali
I cambiamenti cui accennavo hanno riguardato sia le risorse finanziarie sia quelle umane; ora la scuola è considerata a tutti gli effetti un ente pubblico ed è tenuta ad applicare norme pensate per altri tipi di amministrazioni, non sempre viene considerata la sua specificità: pensiamo ad esempio al rapporto tra trasparenza e diritto alla riservatezza.
Le diverse normative assegnano al Dirigente scolastico il ruolo e la responsabilità di amministratore, con il paradosso di non poter intervenire su questioni interne come ad esempio il trasferimento e la valutazione del personale.
L’attenzione dedicata alla scuola è strabica: da un lato si pretende una maggiore adesione alle esigenze delle varie componenti, dall’altro non vengono forniti supporti gestionali ed economici per realizzare quei cambiamenti radicali che vengono invocati.
 
Rapporti con le famiglie
I genitori attuali vedono il proprio figlio come unico, condizione favorita dalla riduzione delle nascite in atto da tempo, mentre per la scuola egli è inserito in un determinato contesto.
Un tale approccio non può che generare ottiche divergenti, con i primi difficilmente disposti ad ammettere le proprie incongruenze e la seconda mancare a volte di qualificati pareri specialistici.
Un altro aspetto importante è la concorrenza con altre forme di educazione, che apparentemente indeboliscono l’autorevolezza delle istituzioni, ad es. internet (“c’è scritto in rete”…), alle quali non possono essere date risposte se non con gli strumenti disponibili.
 
Organizzazione
E’ del tutto evidente che gli organi collegiali sono strumenti concepiti in epoca diversa e da rivedere completamente in termini politico/organizzativi, in quanto non rispondono più alle attuali esigenze.
Il rafforzamento della personalità dei ragazzi è un elemento fondamentale molto curato dall’Istituto Comprensivo, si tratta di un elemento trasversale di prevenzione ed orientamento, nei confronti del quale è stato finalizzato il mio lavoro di Dirigente scolastico.
Dal punto di vista delle competenze ho riscontrato infatti docenti molto preparati, ed ho trovato terreno fertile per istituzionalizzare un percorso esplicito finalizzato alla crescita sociale e morale delle giovani generazioni del territorio.
 
Associazioni e supporto
Nel tempo ho riscontrato una crescita continua dell’associazionismo tra genitori, di grande aiuto alla struttura scolastica (una forma di sussidiarietà orizzontale non invasiva e rispettosa delle competenze, in termini di leale collaborazione).
Tale spontanea mobilitazione può essere considerata un segnale importante, in quanto un passo indietro delle Istituzioni è inevitabile e indifferibile.
 
Gestione risorse umane
Uno dei punti dolenti per un Dirigente scolastico (anche alla luce delle competenze attribuite dalle recenti normative) è la mancanza di uno spazio tale da consentire la valutazione delle risorse presenti, in modo da consentire la rotazione degli incarichi ed incentivi al merito.
Tale rigidità impedisce di creare stimoli all’innovazione, ed è certamente opportuno rivedere le responsabilità in capo al Dirigente ed al personale.
La selezione e gli spostamenti del personale costituiscono un punto critico, in particolare nella scuola secondaria dove l’assegnazione alla singola scuola è ancora saldamente ancorata alle scelte individuali del personale docente.
La contrattazione d’Istituto non è sempre funzionale riguardo agli obiettivi , anche in conseguenza della legislazione che consente alle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie di Istituto) di intervenire nella gestione.
Il vero problema è che né le RSU né i Dirigenti hanno sufficienti competenze in materia di contrattazione.
Credo che la soluzione risieda nel riportare la contrattazione a livello provinciale, al fine di attenuare la possibile conflittualità.
Inoltre nel caso dell’I.C. di Roncade e Monastier tra il Dirigente ed i 220 dipendenti non esistono figure istituzionali intermedie, che si occupino dei vari settori (programmazione degli acquisiti, supporto alla didattica e all’handicap, coordinamento delle risorse umane, ecc.) e ciò costringe il dirigente ad essere più amministratore pubblico che attento garante del raggiungimento degli obiettivi dell’Istituto .
 
Conclusione
Nel mio ventennale servizio a Roncade e Monastier ho assistito ad una progressiva restrizione delle risorse finanziarie, alla quale ha corrisposto un encomiabile spirito di adattamento (vorrei dire di sacrificio) da parte di docenti e collaboratori, che costituiscono il vero valore aggiunto dell’istituzione. Il mio rimpianto come Dirigente è non aver potuto premiare l’impegno di molti,
per il resto si è trattato di un incarico gratificante e di un’esperienza formativa di crescita personale.
         
 
  

Antonio Ceccato

  

 
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