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Lunedì
5 maggio
2014

 

Sartor sindaco, otto buoni perché

Pezzato: "Vi spiego come ho visto gli ultimi mesi"
Con l'augurio che la campagna elettorale sia un momento in cui gettare ponti piuttosto che pesci in faccia
  
Partiamo dal presupposto che in una realtà comunale le cose da fare sono arcinote a tutti e tutto sommato da tutti condivise e/o condivisibili. Teniamo questo presupposto condiviso al sicuro in un cassetto.
Per accontentare i più diciamo anche che le casse del comune sono vuote (in verità si tratta di allocazione delle risorse).

Credo, e probabilmente lo credo solo io ma non importa, di dovere alcune spiegazioni in merito a quel che è successo in questi ultimi mesi. E siccome almeno io lo credo, provo a darle tra queste righe.
 

Poco dopo le festività natalizie si è formato un bel gruppo eterogeneo di persone che hanno iniziato ad incontrarsi regolarmente per valutare la possibilità di costituire una civica. Tutto era iniziato con quel “Curiosi” che certamente ricorderete, cui avevo risposto dando la mia disponibilità a partecipare a ciò che da quello sarebbe nato.
Ovviamente nello stesso periodo hanno iniziato a prendere forma anche altre ipotesi, altre persone hanno dato vita a compagini diverse e lo scenario si è costantemente modificato giorno dopo giorno.

I componenti di quel gruppo iniziale hanno quindi valutato fosse meglio convertirsi in un polo di interessi convergenti a sostegno di una delle liste in formazione piuttosto che formarne una propria, con tutte le difficoltà del caso compreso il poco tempo a disposizione.

Non è un segreto per nessuno (basta anche solo rileggere i vari interventi su questo blog) che molti hanno cercato di favorire –perché convinti che quella dovesse essere l’evoluzione “naturale”- il processo che avrebbe portato Chiara Tullio ad avere una novella lista propria lontana dagli intrighi di partito, competente e creativa. Giovane soprattutto.

Così non è stato e sui motivi non mi soffermerò, anche perché è giusto che ognuno giustifichi personalmente le proprie scelte.

Giustificare personalmente le proprie scelte è esattamente il motivo per il quale scrivo ciò che state leggendo, e mi perdonerete se per non dilungarmi all’infinito lo faccio in modo didascalico qui di seguito.

Ho deciso di sostenere la lista di Ivano Sartor:

perché dopo una lunga ed onesta chiacchierata a quattr’occhi ci siamo trovati concordi sui progetti da realizzare e sui modi/mezzi/metodi con cui farlo;
 

perché la lista “Cittadini per Roncade” annovera una nutrita schiera di donne e giovani inesperti senza tessera;
 

perché dato il panorama definitivo delle liste concorrenti e la giovine inesperienza della propria, se i precedenti due mandati di Sartor non rappresentano la novità diventano un notevole apporto di know-how;
perché abbiamo bisogno (e questo ha proiezione persino nazionale) che la Cultura in senso ampio torni ad essere la stella polare anche dell’azione politica;
 

perché forme di contrapposizione politico/ideale anche forti non possono diventare carburante per rapportarsi ringhiosamente, offendere, accusare di colpe generiche e fantasiose gli avversari, calpestare ogni forma di dialettica civile;
 

perché dopo dieci anni di fila sempre seduti negli stessi banchi si rischia di amplificare il torpore e dormire per altri cinque;
 

perché condivido il fatto che l’amministrazione (soprattutto di un comune) non si possa delegare completamente a “tecnici” non eletti;
 

perché credo che chi fino a ieri ha rappresentato un’opposizione-materasso non possa essere considerato un’alternativa credibile;
 

perché la profonda conoscenza, anche storico-sociale, di un territorio è un plus da spendere e un patrimonio da mettere a valore collettivo;
 

Queste, in estrema sintesi, sono le mie ragioni. Non mi aspetto certo siano condivise, ma sono le mie, sincere.
Ora ci vuole molto, molto buonsenso. Molto, molto amore per il territorio e la comunità. Provenienti da ogni parte. Con l’augurio che la campagna elettorale sia un momento in cui gettare ponti piuttosto che pesci in faccia nel tentativo di screditarsi.
Ricordando che ci sono da gestire patate bollenti non da poco (Marchiol, Outlet, fusione con municipalità limitrofe, Centro storico, rivitalizzazione delle frazioni, tanto per dirne qualcuna) e che al centro dell’azione amministrativa ci deve sempre stare il cittadino con le sue necessità.

In bocca al lupo a tutti.
  

Lorenzo Pezzato

  

 
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