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Sabato
8 marzo
2014

 

Cara Chiara

Pezzato: "Più aspetti più perdi compagni di viaggio"
Rientrare nei ranghi a capo chino o ritirarti farebbe passare l’idea del fallimento di un progetto velleitario
  
Carissima Chiara,
ho seguito in queste ultime settimane le peripezie che ti hanno riguardata, abbiamo avuto modo di scambiarci sincere opinioni a tu per tu (mai da soli… prima che a qualcuno possa sovvenire l’idea di oscure trame) e anche di convenire sulle cose da fare in questo comune, su quali sarebbero i modi e le persone attraverso cui.

I partiti, strutturati come sono strutturati oggi (anche culturalmente), impongono la funzione sottrattiva (gli altri meno noi) insita nella loro stessa definizione e che ha lo scopo di generare alterità, partizione. Le relazioni fra le alterità vengono in seguito regolate dal compromesso competitivo, perciò al ribasso, in una logica in cui la vittoria elettorale è il fine per il cui raggiungimento vanno impiegati tutti i mezzi e piegati all’occorrenza tutti i criteri.

Sono informato, come tutti quelli che seguono le vicende politiche comunali, dell’esito della riunione di mercoledì e dei contorni pre e post.

Anche per questo ho deciso di scriverti pubblicamente.

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E’ comprensibile tu non voglia passare per quella che morde la mano che fino a ieri ti ha nutrita ma rientrare adesso nei ranghi a capo chino o ritirarti dalla scena farebbe passare l’idea che avresti voluto farlo e non ci sei riuscita, invece di rendere palese che non sarebbe di questo che si tratta ma di una scelta d’autonomia con fondamenta solide e propulsione evolutiva.

E’ incomprensibile invece il perché - sapendo bene di quale spinta disporresti costruendo un’alternativa seria, giovane, credibile, competente e determinata - tu stia ancora aspettando un imprimatur che non arriverà, e che se arriverà sarà una svilente marchiatura a fuoco e non una elegante colata di ceralacca. E nota bene che a questo punto, costruendo un’alternativa, avresti piena facoltà di sceglierti i compagni di viaggio.

Certo è che rimanendo ancora intrappolata nella ragnatela delle trame del partito, giorno dopo giorno perdi per strada pezzi essenziali per poter eventualmente fare in modo che i prossimi cinque anni siano per Roncade una specie di “Primavera amministrativa” dove sbocciano progetti intelligenti ed utili, dove si semina concordia (anche durante la campagna elettorale) e si raccoglie collaborazione dalle persone, dove le sere dei Consigli diventano anche l’affollata occasione per incontrare amici e discutere assieme delle cose che interessano tutti, dove il territorio e le intelligenze vengono usate per produrre futuro migliore.

Potresti trovarti ad amministrare in una maggioranza che ha difronte un’opposizione con la cui gran parte condivide praticamente tutto, o viceversa essere all’opposizione in una minoranza che ha difronte una maggioranza con cui condivide praticamente tutto. In ogni caso una vittoria a tutto tondo per i cittadini (perché alla fine è di questo che si tratta, giusto?).

E il partito?
Il partito/i partiti non hanno nuovo da proporre, in alcun senso. Il nuovo deve arrivare da fonti nuove.
I partiti non sono sinonimo di rappresentanza politica organizzata ma solo una delle sue possibili forme. Allo stato odierno dei fatti forse la peggiore.
Come hai imparato a tue spese l’onda del nuovo non si può generare all’interno della vasca da bagno dei partiti, semmai il nuovo vi si può iniettare. Ma tutto dipende dalle scelte che una persona fa, che le persone fanno.

  

Lorenzo Pezzato

  

 
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