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Giovedì
22 maggio
2014

 

Gli intrufolati

Lorenzon: "Con il pullman, ma senza invito, alla festa dei parà"
Eppure quasi nessuno del seguito di Zottarelli si era visto in precedenza alle nostre manifestazioni
  
Ci sono delle linee che solcano un segno, sulla terra, sulla carta o nella mente e prendono il nome di confini. Possono essere geografici, politici o urbani e sono linee visibili e riconosciute universalmente (salvo conflitti). Ci sono poi altre linee che segnano confini non meno importanti, segnano il confine tra la classe, lo stile e la volgarità; tra il buon gusto e il kitsch; tra la sensibilità e l'indelicatezza, tra la partecipazione e condivisione sincera di qualcosa e l'opportunismo più bieco. ma queste linee di confine sembrano essere totalmente sconosciute ad alcuni, troppo labile il concetto nella loro mente, molto più freschi forse gli insegnamenti di maestre spregiudicate.
 
Mi riferisco a quello che è successo domenica scorsa, 18 maggio, in piazza I maggio a Roncade durante il rinfresco offerto dal Nucleo Paracadutisti di Roncade nell'occasione della cerimonia che si svolge ogni anno. Una messa, un ricordo ai nostri caduti, alcuni scomparsi giovani e in maniera tragica, una corona al monumento, due parole e una bicchierata sotto i portici.

Anniversario un po' più triste, quest'anno, perché, per la prima volta, mancava il caro Rino Pavanel, scomparso nemmeno un anno fa.

Premetto che scrivo a nome mio personale, come cittadino ma soprattutto come paracadutista (pur sapendo di non esprimere solo il mio parere), perché da sempre la volontà di Rino come associazione era quella di collaborare con tutti e non scontrarsi con nessuno.

La cronaca, in breve. Mentre eravamo sotto i portici di piazza I maggio a brindare, il pullman della candidata sindaco Pieranna Zottarelli, tutto bardato da manifesti elettorali e con codazzo di motociclisti con bandiere, dopo essere transitato su e giù per via Roma ha fatto una sosta in piazza e sono scesi i candidati, signora in testa, proiettandosi verso il nostro convivio sorridendo, dando pacche sulle spalle e distribuendo sorrisi a 78 denti. Dirò di più, alcune sue candidate consigliere addirittura hanno chiesto a qualcuno di noi di fare una foto insieme! Per fortuna più di qualcuno di noi ha rifiutato la richiesta, chiarendo che siamo una associazione apolitica. Ho percepito il fastidio che procura il sentirsi usati. Forse queste speravano di raggranellare qualche voto in più, magari postando le foto in facebook, chi lo sa. Poi chiedi qui e chiedi là, magari sono riuscite a farsela una foto. D'altronde non tutti sono sempre pronti a percepire la bassa sottigliezza di certe azioni. Non ti metti sulla difensiva in un giorno particolare di ricordo e di festa tra amici.

Una sosta, una bella rimpinzata tipo cavallette e via verso nuovi orizzonti di gloria! Qualcuno ha anche detto (forse un loro un simpatizzante che si stava ingozzando e sputava briciole mentre mi parlava) “beh è una festa libera!”. Appunto, ecco un altro che ha poca dimestichezza con i confini e parecchio con lo stile.
Personalmente il mio sistema nervoso centrale era al limite, anche perché, memore della vergognosa performance della signora Rubinato alla nostra festa di alcuni anni fa. Allora, in occasione di una nostra manifestazione, con tanto di pranzo e lanci in campo sportivo, a ridosso di un referendum sulla costituzione, una volta presa la parola, il sindaco partì con un largo giro di parole che alla fine presero la forma di un comizio ed un'indicazione sul referendum imminente.
Un paracadutista del padovano urlò che alla festa dei parà non si fa politica e fece per andarsene, prontamente inseguito da un carabiniere che gli chiese i documenti. Soggetto indiziabile, forse, per lesa maestà. Testimone oculare il sottoscritto, in quanto me ne stavo andando anch'io.
 
  Domenica scorsa, invece, da Rubinato ho ascoltato un bel discorso. Pulito, corretto e sentito, per fortuna. Ma la mia misura si è colmata poco dopo, e non sono deflagrato perché perlomeno non ho visto i due saltafossi voltagabbana arruolati in quella schiera, perché quelli soprattutto non hanno niente a che vedere con i parà.
Gente che pensa che l'onore e la coerenza sia un corso di cucina indonesiana.

Non sarebbero stati degni di stare in mezzo ai paracadutisti della Folgore per i quali l'onore e il sacrificio non sono un optional.

Comunque, alla fine abbiamo concluso il nostro ritrovo, ordinato, sistemato e pulito tutto quello che c'era da pulire. Ma c'era dello sporco ostinato a togliersi, ed è quello che lascia chi riesce a sporcare le cose belle e qui non c'è scopa o detergente che tenga.
Per concludere, ribadisco che parlo a mio nome e questo mio articolo non ha fini politici, ricordando comunque che svolgiamo questa cerimonia da 10 anni, senza che quasi nessuna delle persone che si sono autoinvitate domenica al seguito di Pieranna Zottarelli si fossero mai viste prima dalle nostre parti.
  

Francesco Lorenzon

  

 
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