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Giovedì
20 febbraio
2014

 

La Partigiana

Olga Cadamuro compie 91 anni in una casa di riposo del Canada
Trascorse in carcere l'ultima notte con Ugo Rusalen, prima della sua fucilazione. Ritrovata, ha ricevuto la bandiera della Regione
  
La prima fotografia, in bianco e nero, è stata scattata il 16 giugno 1945, all'uscita della chiesa di Roncade. E' appena terminato il funerale di Ugo Rusalen, il partigiano di Motta di Livenza ucciso a 22 anni, l'11 novembre dell'anno prima, a pochi passi dalla canonica di Roncade, dove ora si trova una lapide. Il corpo, depositato per qualche mese nel cimitero di Vallio, a Liberazione raggiunta può trovare pace e rientrare a Motta.
 
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Dietro il ragazzo con la bandiera, sulla sinistra, con un capo del nastro tricolore in mano, c'è il volto di una ragazza. E' Olga Cadamuro, di Cessalto, anche lei 22enne.
Compagna partigiana di Ugo, fidanzata con un altro volontario della Resistenza, Mario Lazzari "Athos", era stata catturata dai fascisti il 10 novembre 1944 a San Biagio di Callalta, mentre raggiungeva Treviso in bicicletta con Rusalen e altri due membri della stessa formazione.
Rinchiusa in carcere, trascorse l'ultima notte assieme al ragazzo di Motta, l'unico a venire giustiziato, l'indomani. La sua storia è raccontata al capitolo 6 di "Inesorabile piombo nemico", prelevabile qui.

Grazie alle precise testimonianze rese nei processi dopo il 1945, Olga ottenne di far condannare uno dei vertici fascisti della zona.

Olga oggi è in una casa di riposo canadese, paese in cui si trasferì, dopo la Liberazione, con Mario, divenuto poi suo marito.

Ha 91 anni e la foto a colori è quella del giorno del suo compleanno. E' stato possibile rintracciarla grazie anche all'aiuto dei familiari.
Olga, bisnonna, parla ancora bene l'italiano e non nasconde la nostalgia per l'Italia. E neppure l'amarezza, però, per i mancati riconoscimenti nei suoi confronti, come invece avvenuto per molti altri compagni di lotta, del suo status di combattente.

"Di avere una pensione non mi importa più. Ma che anch'io sia ricordata come ufficialmente partigiana, beh, quello...".

Il messaggio è circolato, l'Anpi di Treviso, attraverso il suo presidente, Umberto Lorenzoni, si è messa in contatto con lei.

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Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia,  le ha fatto avere, pochi giorni fa, una lettera firmata di suo pugno, una targa ed una bandiera della Regione.

I figli, in una e-mail, informano che il gesto "moved her to tears", l'ha fatta piangere per la commozione.
"Thank you again - conclude la lettera - for all you and your family have have done to set my mother at peace about her role in the Resistance movement".

  

Roncade.it

  

 
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