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Martedì
10 giugno
2014

 

Maggioranza sugli scogli

Zottarelli fa la giunta ma il gruppo è già spaccato
Tullio: "Il vicesindaco doveva andare al Pd, ignorato il voto dei cittadini". Segretaria Pd: "Chiederò al più presto chiarimenti al sindaco"
  
La giunta è fatta ma è pure già rotta.
La lista del nome degoli assessori comunicata ieri al gruppo di maggioranza dal sindaco, Pieranna Zottarelli, inducono crampi di stomaco molto pesanti soprattutto in casa Pd e rischia di generare da subito una lesione profonda nella squadra di governo che dovrebbe governare il Comune per i prossimi cinque anni.
Questi, intanto, gli assessori e le loro deleghe, sia pure non definite nei dettagli. 
Il sindaco dovrebbe conservare per se i referati a bilancio ed urbanistica.
Il vicesindaco sarà Giorgio Favero e si occuperà di edilizia privata e protezione civile.
Chiara Tullio avrà competenze su cultura, turismo, lavoro, politiche delle famiglie con figli da zero a tre anni.
Gilberto Daniel si occuperà di ambiente e lavori pubblici.

Loredana Crosato sarà l'assessore allo sport ed alle attività produttive.

Sergio Leonardi (esterno) avrà infine le deleghe per scuola, politiche familiari ed associazioni.
 

Nel progetto Viviane Moro, segretaria del Pd, sarà il capogruppo di maggioranza e probabilmente Giovanni Mazzon si dimetterà per assumere la presidenza della Fondazione “Città di Roncade” al posto di Leonardi.

Abbastanza per accendere micce su più fronti.
La prima sta nella scelta del vicesindaco. Il Pd si aspettava, con tutta evidenza ed in base a dichiarazioni fatte in sedi anche provinciali, che l'incarico fosse affidato ad un esponente del loro partito, dato l'appoggio dato ad un candidato sindaco che, pur sostenuto e voluto dal sindaco di prima, Simonetta Rubinato, deputato del Pd, democratico non è. Anche perché, in quanto a voti raccolti, sia Tullio sia Daniel, entrambi tesserati, ne avrebbero avuti chiaramente i titoli.
 

Poi c'è l'attribuzione di competenze che erano la specialità di Tullio ad una persona presa dall'esterno, quindi non sottoposta al suffragio della cittadinanza, cioè Leonardi. I pensieri molesti su questo paragrafo sono due. Il primo quello di aver voluto sottrarre a Tullio ambienti che le hanno fatto guadagnare una visibilità oggettivamente imbarazzante per i gusti di Rubinato e dei suoi, i quali, storicamente, la vedono come troppo sbilanciata sull'area di sinistra del Pd.
Il secondo quello di aver organizzato un giochetto per ripescare in consiglio qualche nome dei non eletti ma che farebbe molto piacere a Zottarelli. Come? Affidando la fondazione a Mazzon e inducendone le dimissioni dall'assemblea per poter richiamare la persona (femminile) esclusa.

Gli interessati del Pd come la pensano?
Se Gilberto Daniel si limita a “obbedir tacendo”, promettendo cupo che comunque farà il suo dovere, la lama arriva fra virgolette da Chiara Tullio.

“Credo che il vicesindaco dovesse essere qualcun altro, non c'era scritto da nessuna parte che il posto spettasse a Favero. Quanto hanno deciso i cittadini con i loro voti non è stato preso in considerazione, anche perchè c'erano tutti i numeri per avere cinque assessori eletti, non c'era bisogno di cercare competenze altrove. Non capisco il motivo per farlo”.
Spiegazioni, del resto, non ne sono state date. “Ho raccolto 548 preferenze, sono iscritta al Pd – prosegue Tullio – e dopo il voto non ho ricevuto alcuna telefonata nè dal segretario provinciale, Lorena Andreetta, nè da Simonetta Rubinato. Non c'è stata alcuna riunione del gruppo di maggioranza dalla data del voto, solo contatti fra i sindaco e singoli consiglieri. Ieri sera Zottarelli è arrivata con un foglietto scritto e stop”.

Da parte sua, Moro si riserva di eprimersi dopo un incontro con il sindaco, previsto forse per domani.
“E' chiaro che come segretario devo andare a parlare. Porrò a Zottarelli delle domande precise – spiega soltanto – soprattutto sulle ragioni della scelta del suo vice e sulla sottrazione delle deleghe rispetto alle quali Chiara ha dimostrato a tutti una grande capacità”.
  

Roncade.it

  

 
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