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Martedì
12 agosto
2014

 

Rimangono i settimanali

Nei servizi estivi di routine ancora spazio per Sandra
Geromel: "Io non mi posso rassegnare e mi fa piacere sapere che qualcun altro non dimentica"
  
Caro direttore,
in questa estate anomala, che stenta a manifestarsi, può accadere di trovarsi nella stanza di un ospedale e, mentre si aspetta il risveglio di un proprio congiunto ricoverato dal torpore post prandium, essere attirati dallo sguardo tristemente sorridente di una donna che dalle pagine di un noto settimanale di gossip, sfogliato svogliatamente da un'altra paziente in attesa di dimissioni, sembra invocare attenzione.
  
Cerco di mettere meglio a fuoco l'immagine, distanza e mancanza di occhiali possono rivelarsi imbarazzanti, la paziente a quel punto mi guarda e mi chiede:
"Lei che è di Roncade, la conosceva?"

Realizzo, la conoscevo eccome, la conoscevo molto bene, ed ogni qual volta vedo quello sguardo uscire dai giornali o dai video televisivi, mi prende un colpo al cuore... perché la conoscevo, per i suoi quarantaquattro anni, per la sorte atroce che ha messo fine alla sua esistenza, per non sapere da chi, per tutta una serie di misteri legati alla sua triste storia che mai avrei immaginato, in un Paese come il nostro, avrebbero potuto succedersi dando, di fatto, vita ad un delitto perfetto.
  
A questo punto, Direttore, tra i lettori che ancora staranno leggendo, e non si saranno già arresi sbuffando al cognome cui l'articolo è legato ritenendomi un po' come il prezzemolo, ci saranno sicuramente quanti smetteranno ora, avendo capito che parlo di Sandra, Sandra Casagrande, la "Pasticcera", ritenendolo di fatto argomento obsoleto ed inutile da continuare a rivangare e riproporre, quanti lo faranno asciugandosi la fronte, perché in fondo nessuna nuova, ufficiale, buona nuova, e quanti invece continueranno, bontà loro, fino in fondo fosse solo per curiosità.
  
Tranquillizzo tutti, non ho alcun nuovo elemento da portare, purtroppo, mi ha solo fatto un enorme piacere sapere che qualcun altro non dimentica e, seppure nella consueta edizione estiva dedicata ai casi irrisolti, tra i tanti più famosi sui quali si sono spesi e si spendono quotidianamente fiumi di trasmissioni ha voluto ricordare anche il suo, quello di Sandra.

Io non mi posso rassegnare all'idea di un assassino che la fa franca e che, leniti gli eventuali quanto improbabili rimorsi, continua a girare e a percorrere quelle strade che Sandra da ventitré anni non ha più la possibilità di fare.
Al pari di quanti, ed è mia convinzione sia così, pur non direttamente responsabili e quindi non condannabili per l'atto in se, da sempre sanno e mai hanno avuto coraggio e coscienza di dire, rendendo giustizia ad una donna, immeritevole di una fine simile.
I commenti, al solito, si sprecheranno, sulla sua condotta morale, sulla sua indole, sul suo stile di vita...... bla bla bla.
  
Tanti profondi conoscitori, tanti moralisti, tanti giudici delle altrui vite, forse perché spesso poco conoscitori e poco giudici delle proprie o forse troppo conoscitori e assolutori delle proprie.
Tanti esperti e profondi conoscitori che nemmeno davanti a fatti inequivocabili, a ricordi che legati insieme mal si assestano con la realtà degli accadimenti per lo stridore feroce che emettono, riescono ad essere obiettivi e a realizzare che qualcosa di strano, davvero, c'è stato e c'è .
In ogni caso, Direttore, spero di non aver rovinato ulteriormente questa anomala estate che stenta a decollare.....o forse, a qualcuno, si.
 
A presto e grazie per l'ospitalità.

  

Maria Giovanna Geromel

  

 
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