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Lunedì
15 settembre
2014

 

Dimenticata Istria tricolore

Gatto: "Propongo un gemellaggio con un Comune di quella regione"
Creare un legame che non sia di sola facciata. Gli italiani istriani percepiscono la nostra indifferenza
  
Gentile Gianni Favero, scrivo perchè vorrei proporre un argomento per me importante e che a Roncade ancora oggi non viene molto spesso affrontato.
Il tema è quello di un eventuale gemellaggio comunale.
 
Non so se sul sito in passato queste tematiche siano state affrontate, di sicuro però in merito a questo argomento ho provato in passato ad informarmi presso chi di dovere con scarsi risultati.
Credo che un Comune come Roncade, che non è solo comune ma anche città, debba stipulare un gemellaggio con un altro Comune (estero), al fine di creare con quest'ultimo un legame che non è solo un legame di pura facciata (tanto per dire "sono gemellato"), ma al fine di avviare relazioni di tipo culturale nonchè di altro genere.
  
Il mio sogno sarebbe vedere Roncade gemellato con un Comune dell'Istria.
Tempo fa ho avuto il piacere di scambiare qualche mail con un delegato da Maurizio Tremul, dell'Unione Italiana ringraziandoli per il continuo lavoro che fanno di tenere alta la cultura italiana in una zona che purtroppo ci è stata sottratta molto tempo fa.
  
Dalle parole che leggo comunque in giornali come "La Voce del Popolo" di Fiume, in particolare da chi scrive lettere alla redazione noto tristezza, per un atteggiamento da parte dell'Italia e degli italiani di indifferenza verso una questione che ci sta sempre di più sfuggendo di mano con il passare del tempo.
Sarebbe bello a mio avviso come detto in precedenza instaurare un gemellaggio con uno dei comuni dell'Istria, al fine di mantenere un contatto con dei nostri fratelli che si sono ritrovati estranei nella propria terra.
 
Io ho lanciato l'input e spero che chi di dovere faccia qualcosa in questo senso (anche se mi rendo conto che la questione vista la situazione socio-sconomica attuale non è di primaria importanza).
        
 
  

Federico Gatto

  

15 settembre 2014
 
Sottoscrivo, sarebbe una scelta preziosa che non costa nulla.
La storia dell'Istria italiana è straordinariamente interessante e complessa. Probabilmente non se ne parla troppo perché ci sono dolori collegati alla sua separazione e divergenze politiche ancora accentuati.
E' vero, qui rimane l'attitudine mentale secondo la quale è meglio archiviare come acqua passata gli argomenti spigolosi piuttosto che decidere di farci i conti.
Resta il fatto che l'Istria è ottima per andarci in vacanza ma sono pochissimi quelli che si fermano un po' a parlare di queste cose con i rivieraschi.
La lingua italiana - meglio, il veneto-veneziano arcaico - è usato ancora diffusamente in riva al mare, ma temo ancora non a lungo.
Parlare vale la pena, non fosse altro che per la soddisfazione di sentire pronunciare termini che forse abbiamo ascoltato qualche volta solo nelle case dei nonni durante l'infanzia.
Nel 2006 recuperammo casualmente la storia di un istriano di Pola molto legato a Roncade e fu un lavoro davvero emozionante. Cliccare qui. (g.f.)
 

 
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