FB.jpg (3148 byte)

   
Martedì
21 ottobre
2014

 

Palcoscenico hot a San Cipriano

Amori gay, spogliarelliste sexy, nonsense e matti per tutto novembre
Emozione Teatro numero 34 propone quattro arditi sabato sera in sala parrocchiale
  
Arriva al numero 34 il calendario di Emozione Teatro, rassegna autunnale nella sala parrocchiale di San Cipriano.
I quattro appuntamenti, tutti di sabato, si articolano fra il giorno 8 ed il 29 novembre, con inizio spettacoli alle 20,45.
Il biglietto costa 6 euro, l'abbonamento - che può essere acquistato solo in biblioteca e per due ore al giorno il 24 ed il 25 ottobre, e l'8 novembre - 18 euro.
Altre informazioni si possono ottenere al 320 4682249

Di seguito la scansione degli eventi ed un cenno alla trama.
  
8 novembre
Il marito di mio figlio di Daniele Falieri
Teatro delle Lune - Montebelluna
George e Michael sono due giovani omosessuali in procinto di coronare il loro sogno d’amore nel matrimonio. Nell’ambito dei preparativi, invitano i loro rispettivi genitori (Meri-Ignazio e Amalia-Agostino) a condividere l’attesa della cerimonia.
Le due coppie però giungono nell’appartamento dei promessi sposi, ignari delle preferenze sessuali dei loro congiunti.
Tra le titubanze iniziali, i fitti scambi di battute ed i malintesi conseguenti, i due giovani trovano il coraggio di confessare la loro relazione.
Nelle reazioni scomposte che ne derivano si delineano i caratteri dei genitori, che tuttavia si rivelano essere ben lontani dal concetto di integrità di famiglia canonicamente riferita.
Il testo brillante prende così corpo e si snoda tra gag, equivoci e caratterizzazioni in cui il ritmo la fa da padrone e mette alla berlina i luoghi comuni e gli stereotipi di cui vengono rivestiti i personaggi ed in particolare modo i due protagonisti principali, portando lo spettatore divertito all’inaspettato colpo di scena finale…
  
15 novembre
Il senso della vita, di Francesco Marta
Teatroroncade - Roncade
Signore e signori, "Il senso della vita!".

Con questa frase, abusato cliché d'apertura spettacolo, si aprono le
tragicomiche peripezie di uno sgangherato gruppo di attori, o
aspiranti tali, che tenta ostinatamente di mettere in scena il proprio
spettacolo senza mai riuscire a trovare l'occasione del grande
debutto.
La prosecuzione, del tutto imprevedibile, degli eventi, ci trascina in
un paradossale universo di sketch comici ispirati allo stile dei Monty
Python, famoso gruppo comico inglese degli anni '70. Rapide sequenze
che, partendo da frammenti di vita quotidiana classici, per non dire
banali, ne ribaltano ogni parvenza logica o razionale. Come dire, dal
"normale" alle estreme conseguenze dell'assurdo.
Guidati da una schiera di presentatori e vallette, ossessivamente
perseguitati dai creditori che vorrebbero sfrattarli, attraversando
situazioni illogiche e comicamente assurde, gli aspiranti attori ci
guidano fino alla scoperta di quella che, secondo i Monty Python, è la
risposta alla domanda più antica del mondo: qual è il senso della
vita?
Lo spettacolo cerca di richiamare l'atmosfera scanzonata di nonsense e
di umorismo tipicamente "inglese" resa celebre, non a caso, proprio
dai Monty Python. Alle scene del gruppo si affiancano tre episodi del
duo comico Lillo&Greg, che richiama, nello stile e nei ritmi, la
medesima vis comica del gruppo inglese. A dimostrazione di come lo
stile dei Monty Python continui a fare scuola, vivissimo e attuale
oggi come quarant'anni fa.
  
22 novembre
Nude alla meta, di Lara Bello
Il Carro di Tespi 2004 - Roncade
All'inizio degli anni 80, in un piccolo paese, la vita per le donne scorre monotona e senza scosse finché Giselle, la più intraprendente, decide che è arrivata l'ora di svegliare lo spirito femminile e organizza un corso di burlesque al quale partecipano subito con entusiasmo molte delle sue compaesane. Purtroppo la mentalità retrograda dei mariti, obbliga le donne ad escogitare mille stratagemmi per frequentare le lezioni di spogliarello innanzitutto mentendo ai loro compagni, spacciando le loro uscite serali per incontri culinari. La farsa dura poco perché gli uomini vengono a scoprire cosa stanno combinando le loro consorti e le chiudono forzatamente in casa. Il sasso della trasgressione, però, è stato lanciato e nulla fermerà le nostre indomite ragazze finché non saranno arrivate al loro scopo finale: uno show di burlesque per tutti i loro concittadini!
  
29 novembre
Mato de Guera, di Gian Domenico Mazzocato
Satiro teatro - Paese
Ugo è sempre dentro e fuori dal manicomio, le sue case sono la Piazza e la Cella. Nel 15-18 ha vinto la guerra e ha perso tutto il resto: la famiglia, gli amici, l'onore, i suoi averi e il suo essere. Ormai privo di identità, profugo della vita nell'anno di grazia 1935, in cui si svolge la vicenda, non sopporta la serpeggiante retorica di guerra, la costruzione degli ossari non tanto per seppellire i morti, ma per preparare una nuova guerra. E così impreca, è picchiato, internato, rimesso in strada. E tutto ricomincia. Ma questa volta in manicomio, incontra un dottorino giovane, che lo ascolta. E' l'esperienza di Ugo, la sua storia della Grande Guerra, esce a flotti, improvvisa e scottante, come lava bollente, ed è fatta di ingiustizie subite, di vite perdute, dell'eroismo vero che fu forse, semplicemente, quello di sopravvivere ad uno dei più grandi cataclismi della storia dell'uomo: dieci milioni di morti. Il dottorino lo incoraggia, lo invita a ricordare, così dice la sua medicina, i ricordi possono curare la pazzia. Ma se sono proprio quelli che hanno fatto impazzire Ugo? Il problema di curare la pazzia di un uomo diventa, senza soluzione di continuità, quello di curare la pazzia dell'uomo. E' un compito possibile? Forse no. Ma è altrettanto impossibile non provarci
  
         
 
  

Roncade.it

  

 
Condividi su Facebook