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Giovedì
16 luglio
2014

 

U-Turn Crosato

L'assessore lascia la presidenza della Pro Loco
Vince la linea delle minoranze. Un po' in ritardo ma viene riconosciuta l'insanabilità del conflitto
  
Due tuoni ed ha piovuto.
Il primo risultato utile delle forze di opposizione in Consiglio comunale a Roncade è arrivato sotto forma di dimissioni, da presidente della Pro Loco, di Loredana Crosato, assessore alle associazioni e perciò con un doppio ruolo da subito indicato come origine di conflitto.
Atto discrezionale, secondo il sindaco, obbligatorio per legge, secondo invece le minoranze, le dimissioni erano apparse da subito come l'unico percorso accettabile in un'ottica di serena separazione fra un impegno amministrativo su temi omogenei e la responsabilità di una struttura strumentale che, per quanto si possa tecnicamente eccepire, riceve finanziamenti significativi dalle stesse casse comunali.
 
Perciò una conclusione felice, nonostante l'imbarazzata gestione di un problema nei fatti minimo, neutralizzabile sul nascere cioè un'ora dopo l'affidamento a Crosato di una carica da assessore.
Purtroppo ciò che appare è che si sia voluto tentare di vedere se la doppia casacca poteva rimanere senza troppi mugugni.
 

Così - non poteva essere altrimenti - non è stato. Ad una domanda diretta nel corso del consiglio comunale del 16 giugno Crosato pare non abbia saputo rispondere se non con un incerto "ci sto pensando" e tanto è bastato a far reagire le finalmente consapevoli minoranze.
Qualche cittadino ha protestato insistendo su quanto Crosato sia capace e onesta (nessuno lo ha mai messo in discussione) dimostrando di non avere capito cosa sia un conflitto formale in ambito pubblico e di non saper immaginare quanti inutili rischi si corrano, a danno della collettività di cui quell'amministratore è al servizio, nel lasciarlo sopravvivere.
 
La Pro Loco ha poi  provato a far quadrato con un documento frignone a difesa del capo, facendo vedere come per molti sia ancora difficile comprendere che, dentro strutture di pubblica evidenza, la dimensione privata e quella esterna di un rappresentante non sono scindibili.
Capo che comunque ha infine compiuto la scelta di lasciare.
Quand'anche non tecnicamente, moralmente la sola possibile.
Riflessi lenti ma brava.
  

Roncade.it

  

 
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