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Mercoledì
15 ottobre
2014

 

Romeo Ceccato, carabiniere

Del vicebrigadiere roncadese parlò anche Luca Goldoni in un'inchiesta
Nato nel 1930, si arruolò volontario a 18 anni. A Monastier si salvò dal fuoco dei tedeschi in ritirata
  
Domenica 19 ottobre il Circolo Federico Ozanam conferisce al Comando Stazione Carabinieri di Roncade il Premio omonimo, giunto alla 18a edizione.
Con l’occasione vorrei dare un modesto contributo all’iniziativa promossa dal direttore di Roncade.it, riguardante i diari nascosti o dimenticati dei concittadini.
 
Si tratta della storia di un roncadese sconosciuto, mio fratello, nel 200° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Romeo Camillo Ceccato nasce a Roncade nel 1930 e a 18 anni si arruola volontario nell’Arma. Qualche anno prima si salva miracolosamente nelle campagne di Monastier (Fornaci), dove lavora come aiuto, dalla risposta delle truppe tedesche in ritirata alla provocazione di un improvvisato cecchino. L’episodio lo induce a vergare un messaggio come ex-voto, che introduce in una nicchia scavata sul retro del crocifisso nella chiesa arcipretale.
Negli anni 1951-53 frequenta il corso allievi sottufficiali, quindi è promosso vicebrigadiere e nel 1958 brigadiere.
 
Diventa maresciallo ordinario e poi capo nel 1966, nel 1975 è nominato maresciallo maggiore, mentre nel 1978 diventa “Aiutante”.
Comandante di stazione nel Piemonte orientale, quindi al posto fisso del Gran San Bernardo, in Calabria, quindi nuovamente in Piemonte dove per 10 anni comanda la squadra di Polizia Giudiziaria, poi il Nucleo Operativo e ad interim la Compagnia di Pinerolo (TO).
Segue l’incarico di Segretario dell’ Addetto militare presso l’Ambasciata italiana a Parigi (5 anni anziché i 2 di norma).
In seguito è richiamato presso il Comando Generale dell’Arma, e per quasi 20 anni negli Organismi informativi.
All’atto del congedo nel 1997, dopo 50 anni di servizio viene cooptato dal presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, fino alla scomparsa nel 2007.
  
Nello stesso periodo si diverte (!) a compilare la denuncia dei redditi per numerosi ex-colleghi di vario ordine e grado.
Il periodo trascorso al Gran San Bernardo (1957) trova eco nella cronaca nazionale con un articolo dello scrittore Luca Goldoni, allora giovane inviato per un’inchiesta sui cani dei monaci.
  
“Il vicebrigadiere Romeo Ceccato, elegante e compito come un maître, è il primo italiano che accoglie gli stranieri, al confine sul San Bernardo.
Egli è indubbiamente uno dei più fotografati brigadieri d’Italia. Le buone relazioni tra Italia e Svizzera sono in gran parte affidate ai cordiali rapporti tra il vicebrigadiere Ceccato ed il suo collega svizzero, che abita 50 metri più in là, oltre il confine.
I due sottufficiali si mettono d’accordo come due ministri e decidono per esempio che, per rendere completa la bella passeggiata sulle cime sovrastanti, si può permettere ai gitanti senza passaporto di sconfinare due volte di qualche centinaio di metri.
Ceccato è inoltre riuscito a ottenere dal governo italiano che i francesi potessero entrare in territorio italiano con le note facilitazioni, anche provenendo dalla Svizzera.”
  
Per la sua opera nell’Arma è stato insignito di varie onorificenze, tra le quali :
● Croce d’argento per anzianità di servizio
Militare;
● Croce d’argento al merito di lungo comando
di reparto;
● Cavaliere dell'ordine al merito della
Repubblica Italiana;
● Cavaliere ufficiale dell'ordine al merito della
Repubblica Italiana;
● Commendatore  dell'ordine al merito della
Repubblica Italiana.
  
Un particolare significativo rende l’idea del personaggio: chi scrive è venuto a conoscenza dei riconoscimenti sopraelencati solo da qualche giorno, spulciando tra le fonti informative alla ricerca di materiale. 
  

Antonio Ceccato

  

 
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