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Venerdì
11 aprile
2014

 

Come ti ridisegno Ca' Tron

Intesa per abbattere le case pericolanti e riaccorpare i volumi
Con il piano Cattolica Assicurazioni ed H-Farm Ventures otterranno maggiori spazi per la loro crescita
  
Cattolica Assicurazioni, società proprietaria della tenuta agricola di Ca' Tron di
Roncade e l'incubatore H-Farm Ventures, che ha sede all'interno della stessa area, affronteranno nei prossimi cinque anni un piano di sviluppo del territorio che prevede il riaccorpamento dei volumi di parte dei vecchi 44 immobili agricoli inutilizzabili distribuiti sui 1.100 ettari della tenuta.
  
L'iniziativa è stata annunciata oggi nel corso di un convegno a Ca' Tron promosso da Cereal Docks ed al quale hanno preso parte, fra gli altri, i presidenti delle due società, Paolo Bedoni e Riccardo Donadon, oltre ad alcuni parlamentari a vario titolo coinvolti nelle politiche agricole nazionali.

Secondo le indicazioni di massima, la volumetria degli stabili non ristrutturabili - costruiti in epoca fascista per le famiglie coloniche operanti nella prima metà del secolo scorso - sarà recuperata per realizzare sostanzialmente due poli

focalizzati nello sviluppo agricolo innovativo e nelle tecnologie digitali, con strutture ricettive, sale convegni e spazi per ospitare start up "leggere".
 

Nelle intenzioni di Cattolica ed H-Farm, partecipata dalla prima per poco meno del 5%, vi sono anche quelle di individuare, d'intesa con la Regione Veneto, gli strumenti legislativi tali da far classificare la zona come un' "area competitiva" dotata di elementi di attrazione, in particolare nella dimensione della
semplificazione burocratica e fiscale, tale da richiamare investitori esterni innovativi.
 
"Ci sono qui tutte le condizioni - ha rilevato Bedoni - perchè nasca un polo di sviluppo ad alto tasso di innovazione di cui possono beneficiare l'economia regionale e quella nazionale".
 

  
In cinque anni Cattolica Assicurazioni potrebbe aver aggiunto al suo quartier generale di Ca' Tron strutture ricettive, sale convegni e centri di ricerca sull'agricoltura innovativa mentre H-Farm Ventures, l'incubatore di Riccardo Donadon ad un paio di chilometri più a sud, moltiplicato per cinque gli spazi per le sue start-up. Tutto questo grazie ad un piano concordato con l'amministrazione comunale di Roncade che permetterà di abbattere la parte non ristrutturabile delle 44 vecchie case coloniche distribuite sui 1.100 ettari per accorpare i volumi secondo un ordine diverso e più efficiente.
 

Del progetto si è parlato ieri, a margine di un convegno sui modelli di sviluppo delle filiere alimentari, nella tenuta agricola che la società assicuratrice rilevò due anni fa da Fondazione Cassamarca. Con la riorganizzazione dell'edificato in determinati punti e la restituzione alla campagna di altri, in sintesi, dovrebbe rafforzarsi la fisionomia di un polo senza eguali, almeno in Italia, di intersezione fra agricoltura e tecnologia. Negli auspici di Cattolica ed H-Farm, partecipata dalla prima per poco meno del 5%, vi sono anche quelli di individuare, d'intesa con la Regione Veneto, gli strumenti legislativi per classificare la zona come un' “area competitiva” dotata di elementi di attrazione, in particolare nella dimensione della semplificazione burocratica e fiscale, per poter richiamare energie imprenditoriali anche dall'esterno.
 
“Abbiamo un piano triennale di investimenti per circa 2,5 milioni – spiega il presidente di Cattolica, Paolo Bedoni – destinato al ripristino dell'equilibrio idraulico e all'acquisto di macchine moderne. Tutti gli utili saranno per ora reimpiegati in innovazione perché altre risorse non ce ne sono.

Il precedente proprietario non aveva chiesto i contributi europei della Pac, se non in minima parte, e adesso Ca' Tron ha perso i diritti”. Insomma, bisogna camminare sulle proprie gambe ed assumere anche un' impostazione mentale diversa. “Alle tre 'a' di questo settore, cioè agricoltura, alimentazione e ambiente, io aggiungerei la quarta di 'assicurazione'. Se un'azienda è ben assicurata, cioè, può avere migliore accesso al credito e investire con tranquillità in innovazione. Non è più il tempo del contadino che aspetta la grandine per chiedere il risarcimento”. La sfida è ora quella di allargare i margini. “Mediamente in agricoltura la redditività non va oltre l'1% ma noi pensiamo di portarla a breve fino al 4% con impianti di produzione di energia da biomasse. Per questo, oltre al mais bianco, grano e soia, ci sarà spazio anche per la colza, puntando all'ecosostenibilità completa”.
 

Intanto, all'estremità meridionale di Ca' Tron, H-Farm mette in calendario per l'estate un “Hackaton” (una tempesta di cervelli di giovani inventori che partoriscono idee in 24 ore) dedicato all'agroalimentare. “Abbiamo già una start-up, chiamata Helica – spiega Donadon - che costruisce droni per il monitoraggio delle coltivazioni. Si alzano da soli, riprendono una certa area e il file viene confrontato magari con quello del giorno prima. Siccità, malattie o altre anomalie, insomma, si terranno d'occhio rimanendo seduti davanti al pc”.

Gianni Favero

da Corriere del Veneto - 12 aprile 2014
 
  

Roncade.it

  

 
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