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Venerdì
8 agosto
2014

 

La città delle bobine volanti

Forse è questo il vero festival permanente roncadese
Se sbagli il colore del tuo muro facile che te lo facciano ridipingere. Ma il decoro urbano non vale se il lavoraccio lo fanno loro
  
E' gente fatta così quella lassù, in municipio.
 
Prima di ridipingere una parete in centro storico o di accostare il colore delle imposte a quello del muro devi riferirti ad un preciso schema chiamato "piano del colore" che - molto giustamente - deve garantire tutti che un intervento di un privato preservi l'armonia estetica del centro urbano.
Per tutelare il decoro cittadino, patrimonio di tutti, nel tempo sono state vietate insegne commerciali sporgenti e limitati gli spazi per i parcheggi, organizzandoli fra quelli per auto e quelli per i cicli, precludendo poi il portico alla sosta dei mezzi a due ruote.

Però allo stesso tempo quella del municipio è gente capace di lasciare lì, per anni, appesi a cavi tesi fra i pali della luce e i muri, o direttamente sulle superfici ridipinte in disciplinato ossequio al piano del colore, volgari avvolgimenti di conduttore elettrico al servizio di espositori in occasione delle dieci o dodici manifestazioni pubbliche in programma nell'anno. Cioé del tutto inutili per 350 giorni l'anno.

Saranno dettagli ma quando si parla di simmetria dei rapporti fra il popolo e chi lo governa si pensa anche a questo. Il decoro è un concetto variabile a seconda di chi lo osserva.

Durante il confronto fra i sindaci, il 17 maggio scorso, qualcuno fra il pubblico protestò perché, parlando della condizione della piazza roncadese, lo stato delle linee elettriche aeree fu assimilato, con un'iperbole, all'aspetto delle periferie di Bucarest negli anni '90.
E' vero, è stata una frase infelice. Il moderatore avrebbe dovuto scusarsi subito con il popolo romeno.

    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    

  

  

Roncade.it

  

 
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