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Giovedì
9 gennaio
2014

 

Separati in casa

Maggioranza idealmente scissa, anime avversarie al voto
Rubinato carica Zottarelli, il Pd non ci sta e ragiona su Tullio. La variabile imprevista della civica pura, intanto, fa proseliti
  
L'immagine è ancora appannata, come lo specchio del bagno quando si esce dalla doccia, ma un primo grossolano abbozzo di ciò che verosimilmente pare stia andando a profilarsi per la competizione alle prossime amministrative di Roncade lo si può tentare.
I soggetti in campo potrebbero essere quattro.

Il primo e il secondo derivano, nel loro nocciolo duro, dalla scissione delle forze dell'attuale maggioranza.
Il gruppo che fa riferimento al sindaco uscente e non più ricandidabile, Simonetta Rubinato, vede una leadership di Pieranna Zottarelli, assessore al bilancio non ascrivibile all'area di centrosinistra.

L'affermazione di una probabile lista prodotta da questo ambiente comporterebbe la conservazione degli attuali asset burocratici e la facile magnetizzazione di soggetti in avanzata fase di abbandono degli originari partiti di opposizione.

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L'altro blocco, radiocomandato dall'ex sindaco Ivano Sartor, presidia un territorio definibile senza troppi distinguo di centrosinistra e coincidente con il Pd, il quale potrebbe trovare nell'assessore alla cultura, Chiara Tullio, il suo asse di rotazione. In esso risultano convergere anche altri due assessori, Gilberto Daniel e Guido Geromel. La situazione è tuttavia magmatica.
Alla riunione del Pd di qualche sera fa i presenti erano meno della metà degli iscritti, mancavano sia Rubinato sia Tullio, le perplessità sul procedere o meno attraverso primarie sono elevate (il tempo è poco) e la malattia congenita del Pd di costituire tavoli di discussione per progressive sintesi in queste condizioni rischia di accentuare l'incertezza. Il sano principio del confronto, spesso, è perdente rispetto al pragmatismo dell'avversario scafato.

Comunque sia, stando così le cose, la conclusione di legislatura per la maggioranza avrà un'aria pesante da separati in casa.

Veniamo alla variabile numero tre. I Cinque Stelle. Ma c'è poco da dire. Non li conosce nessuno, la loro è una rappresentanza di bandiera e non cercano intese con altri.

Più interessante è la quarta possibile opzione, quella della candidatura che esce dal commercio ma che non intende limitarsi alla categoria.
Il vantaggio di una proposta di tale natura è che, in prima battuta, può attingere nomi spendibili per una lista in qualsiasi ambiente soprattutto perché non ha debiti pregressi da regolare.

E' perciò anche una buona porta d'ingresso per neofiti e per chi, a causa di ragioni diverse, non abbia mai inteso far parte di cerchie di partito o si sia trovato escluso da certi protettorati ad esse vicini. Non è un caso se l'interesse di un pugno di cittadini che rappresentano l'imprenditoria, le libere professioni e la cultura, a pochi giorni dalla diffusione dell'iniziativa, si è già manifestato. Il nome del candidato sindaco è il segreto di Pulcinella ma è corretto attenderne la formalizzazione.
La piattaforma, da quanto si capisce, non è una contestazione negativa a quanto prodotto dall'amministrazione uscente. Anzi.
La questione è sul metodo. Sulla scarsa comunicabilità, prima di tutto, con la struttura non politica delegata a muovere troppe leve in luogo di un sindaco impegnato altrove e non importa se a stipendio zero.

E Lega, Forza Italia, Nuovo Centrodestra, centristi in genere? Non visti.

  

Roncade.it

  

 
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