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Lunedì
28 luglio
2014

 

Burocrazy

Il folle caso dell'auditorium-fisarmonica
Se l'evento è scolastico i posti sicuri sono 300, se non lo è il 101esimo spettarore deve restare fuori
  
L'argomento era stato messo da parte con il proposito di riparlarne appena possibile. Si tratta della fruizione dell'auditorium della scuola media, spazio che ha una sua valenza centrale perché, di fatto, è l'unica sala pubblica abbastanza grande per ospitare eventi aperti al pubblico.
 

La scorsa primavera Roncade.it ne fece richiesta per poter organizzare il confronto fra i candidati sindaco alle elezioni amministrative del 25 maggio. La scuola diede rapidamente il via libera ma, a causa di un doppio binario procedurale, fu necessario presentare la domanda anche al Comune.
  
Il quale, altrettanto velocemente, disse anch'esso di sì ma con il limite massimo di pubbico fissato in 100 persone. Motivi di sicurezza. Tuttavia si scoprì che se, al posto di una tavola rotonda, nell'auditorium-fisarmonica vi fosse stata una manifestazione di natura "scolastica" la capienza considerata sicura sarebbe salita a 300 posti.
  
Perché? Perché il peso delle responsabilità fra Comune e scuola si sarebbe spostato e dunque il tema vero - se non abbiamo capito male - non è l'eventuale pericolosità in sé della struttura ma chi risponde in caso di incidente. Cioé è un problema non materiale ma normativo-burocratico.
  

Non potendo mettere qualcuno alla porta a contare la gente per respingere gli spettatori dal 101esimo in poi, nonostante una sala che sarebbe stata per due terzi ancora vuota, si decise di cercare un altro luogo che venne individuato negli spazi privati della tenuta SanTomè.
 
In precedenza, per inciso (bussate e vi sarà aperto), fu chiesta l'ospitalità anche delle parrocchie, cioè della sala di San Cipriano e della tensostruttura di Biancade, le quali opposero il più classico dei "non possumus", motivandolo con la preclusione statutaria degli ambienti ecclesiastici a supportare iniziative politiche. (Giustificazione ottusa come poche altre: in un gratuito e volontario contributo per permettere alla cittadinanza - tutta - di conoscere un po' meglio i soggetti - tutti - che si proponevano per governare la comunità cosa ci poteva mai essere di compromettente per le parrocchie, alle quali si chiedeva null'altro che di prestare uno spazio fisico? Ma c'è sempre soddisfazione quando si può schivare un fastidioso imprevisto attraverso una regola scritta).
 

Comunque non è questo il punto. Il limite dei 100 posti all'auditorium pare ora riproporsi come ostacolo nell'organizzazione di futuri eventi da parte di altre associazioni. Non si capisce se è una novità normativa o un irrigidimento rispetto a norme esistenti, non è chiaro se conti di più l'aderenza alle carte o l'urgenza nella riparazione dei diversi sedili rotti nella sala stessa. Le spiegazioni sono benvenute.
 

Alla fine si torna alla patologia cronica. Roncade non ha una sala cittadina per teatro, musica, conferenze pubbliche. Le soluzioni alternative - palestre, ville, giardini, ristoranti, tendoni e strutture altrui - che altrove svolgono una funzione sussidiaria, qui sono invece da troppo tempo l'unica risposta per chi, culturalmente, abbia qualcosa da offrire.
  

Roncade.it

  

 
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