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Giovedì
30 maggio
2013

 

Novanta minuti di allarme folle

L'antifurto del municipio urla ma non viene nessuno. A che serve?
Il 112 dopo un'ora non ne sapeva nulla, per farlo tacere alla fine è stata smontata la sirena dal muro
  
Ore 19,50 circa di mercoledì 29 maggio, piazza del municipio, via Roma, Roncade. Per un motivo al momento sconosciuto la sirena bitonale del palazzo municipale con lampeggiante giallo inizia a suonare. Il dispositivo funziona per due minuti circa, poi si acquieta per riprendere un minuto dopo o giù di lì.
Sguardo dalla finestra, tutto tranquillo, il cittadino medio pensa: bah, smetterà.
Infatti smette ma poi riprende, poi smette e poi riprende.
Piove, non fa caldo, le finestre possono restare chiuse e i vetrocamera fanno abbastanza il loro dovere.

Però il disagio di fondo legato ad un allarme, sia pure attutito, rimane. Per quanto simulato è l'eco di una sofferenza, è una perturbazione acustica che sembra filtrare anche attraverso le prese di corrente, come i brutti pensieri nei pertugi di una coscienza infelice.
Smetterà. Ma non smette.
Intanto si fa buio.
Il cittadino medio, specie se abita a 40 metri in linea d'aria, un po' si innervosisce.
Un po' pensa che qualcosa dovrebbe fare.
Magari lo hanno già fatto gli altri, come al solito è la prima cosa che la pigrizia suggerisce.
Ma per non sapere né leggere né scrivere, comporre il 112 costa nulla. Il cittadino medio decide a farlo alle 20,58, compone il 112.

- Pronto buonasera. Perché non smette questa sirena?
- Quale sirena?
- Quella del municipio di Roncade
- C'è la sirena del municipio di Roncade che suona?
- Certo. Non lo sapevate?
- No. Stia sul posto, mandiamo subito qualcuno.
- Grazie, buonasera.

Domanda: ma se i carabinieri non lo sapevano, a quale forza di polizia è collegato l'allarme della casa comunale di Roncade? Alla polizia? alla guardia di finanza? alla premiata polizia locale? (a proposito, che starà facendo di bello la Ppl in questo momento?) Oppure ad un istituto di vigilanza privato?

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In questo caso, perché lo paghiamo se dopo un'ora ancora non si è mosso? Escludendo le ronde padane e la protezione civile rimangono il Gran Mogol delle Giovani Marmotte e i Power Rangers, ma appaiono entrambi improbabili.
Domanda supplementare: a che serve quella sirena così rumorosa se, per più di un'ora, nessuno si è inquietato?

Comunque sia, l'oggetto ancora grida.
Passa una ventina di minuti e finalmente qualcosa si muove.
Si accende una luce del municipio, anzi due. Anche quella della finestra sotto il cui davanzale è montata la sirena. Si apre, ci sono due persone, due uomini. Constatano che, perbacco, è vero, il suono viene proprio da là. Il primo riscontro è incoraggiante.
Volonterosi, si muniscono di attrezzi. Cacciaviti, pinze, forbici. A turno si chinano dal davanzale per lavorare a testa in giù sull'aggeggio urlante.

Domanda: ma per disinnescarlo occorre davvero sbilanciarsi a quel modo fuori dalla finestra? Non c'è un interruttore da qualche parte? Una spina da staccare, una tastiera con combinazione... Ah ecco. la combinazione. Vuoi vedere che chi è entrato ha evidentemente la chiave (un malfattore non accende le luci) ma non conosce il codice per intervenire sulla centralina? E vuoi vedere che chi conosce il codice ha il telefono spento? E sarà solo una persona a conoscere il codice? O forse tutti quelli che lo conoscono non sono raggiungibili?
Mah.

In ogni caso i due armeggiano ancora, eroicamente, pericolosamente affacciati sul baratro. Uno, in particolare. L'altro gli passa gli strumenti.
Eppure ancora nulla, la bestia elettronica continua a guaire.
Alla fine, ore 21,31, il gregario del primo tecnico estrae il cellulare e compone un numero. Evidentemente ottiene la drammatica autorizzazione: sia soppressa.
E così avviene. Quello piegato sul precipizio si fa consegnare un arnese, forse una forbice, e zac! Silenzio. L'indomita scatola soccombe, non lampeggia più, tace, viene staccata dal suo muro e pietosamente portata all'interno.
Ha pagato lei per tutti, poveretta. Ma sarà riaggiustata e riappesa prima o poi, glielo auguriamo, come si augura una ricompensa per tutte le vittime delle ingiustizie e delle altrui pressapochismi. Certo, se il patto di stabilità permetterà di pagare un elettricista, altrimenti si dovrà agire sull' Imu. Ma poi, seriamente, serve? Cosa resta da rubare in un municipio?

  

Roncade.it

  

31 maggio 2013

La cronaca dei fatti, così come raccontata dal Roncade.it, fa presuppore che l’allarme del municipio, scattato ieri sera a causa di un guasto tecnico, sia suonato nell’assoluta indifferenza di tecnici e amministratori comunali.
Non è così. Il sottoscritto, dopo aver ricevuto la segnalazione da parte della società di vigilanza Compiano, si è prontamente attivato, recandosi di persona in municipio alle ore 20.05. Constatata l’impossibilità di disattivare il sistema d’allarme con le procedure normali, si è provveduto a far intervenire un elettricista per riparare il guasto. Intervento che si è protratto più a lungo del previsto e che è stato risolto manualmente attorno alle 21.25 con l’isolamento sonoro delle due sirene, quella interna e quella esterna.
I tecnici, intervenuti stamane per ripristinare il sistema, hanno constatato che si è trattato appunto di un guasto tecnico.
Ci spiace per il disagio provocato dall’incidente a quanti vivono nelle vicinanze del municipio, ma posso assicurare che non c’è stata alcuna negligenza.

Guido Geromel
assessore alla manutenzione

 

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