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Giovedì
3 gennaio
2013

 

A Biancade bimbi di un dio minore

Scomparin: "Ceccato, ma cosa intendi per comitato?"
Le discussioni riguardano solo la scuola di Roncade. Anche i genitori che non hanno aguzzato l'ingegno amano i propri figli
  
Adesso che sono passate le feste, e abbiamo finito tutti di dover essere buoni bravi e belli, mi piacerebbe rispondere alla lettera del signor Antonio Ceccato.
Prima cosa esprimo i miei più vivi complimenti in quanto se è la persona che penso, è riuscito ad avere dall’ambiente scolastico, informazioni che, malgrado noi genitori di figli frequentanti abbiamo richiesto, ci sono pervenute con enorme fatica.

A noi è stato detto che le motivazioni… addotte… non costituiscono un interesse giuridicamente rilevante. Peccato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Commissione di Accesso agli Atti, sia stata di parere contrario, dandoci ragione. Ciò nonostante, dobbiamo provvedere al silenzio in caso di dissenso, pena la querela, da come si evince dal Verbale del Consiglio di Circolo del 30 novembre scorso (e vedrete che me la becco per questa lettera, vi terrò senz’altro informati).

Premesso questo, passo alle sue riflessioni: mi trovo a dover sottolineare che a mio parere il comitato a cui lei fa riferimento è nato con tante buone intenzioni, ma che non collimano con ciò che la realtà sta offrendo ai nostri figli. Mi spiego subito.

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Quando parla del comitato genitori scuola primaria di Roncade, ora parte dell’istituto comprensivo, a voler essere pignoli non mi sembra poi molto corretto, ma la cosa è naturalmente opinabile: o si è un comitato di plesso e quindi vale la prima, oppure d’istituto e vale la seconda, ma nella seconda ipotesi mi preme informarla che per quanto mi riguarda, io vivo in una frazione e del comitato genitori del comprensivo di Roncade non se n'è mai sentito parlare.
Per questo motivo, quando parla della centralità e l’educazione nello sviluppo della comunità di riferimento, si trova ancora a cozzare con l’idea di istituto comprensivo, per il fatto che la mia frazione, che del comprensivo è parte integrante, non si capisce il motivo per cui anche i nostri figli non facciano parte della comunità di riferimento.

Fatte queste due prime considerazioni, comincio a chiedermi se il signor Ceccato con Roncade, intende per comitato genitori Roncade il solo comune di Roncade, oppure per l’istituto comprensivo e per semplicità mi voglio fermare alla sola Roncade, senza guardare ancora più in avanti inserendo anche Monastier.

Quando all'inizio mi complimentavo con il signor Ceccato, mi riferivo al passaggio dove alludeva all'entusiasmo che si respira a Roncade nei docenti e negli alunni della scuola primaria, che collaborano alle iniziative includendo nei loro processi CURRICULARI (per i non addetti ai lavori si traduce in: durante l'orario scolastico), le attività finalizzate alle iniziative intraprese dal comitato genitori.

Non ha idea quanto piacere mi faccia che quei figli della vostra terra così “lontana” dalla nostra, abbiano una così grande possibilità che li travolge.
I nostri insegnati, ad esempio, e le parlo di Biancade, quella terra “sperduta” che è ubicata subito dopo il ponte della Treviso-mare (tombotti), dove ci vivono degli strani omini blu con delle antenne sulla testa, i quali sono incessantemente alle prese con il curriculare, dato dal ministero e le garantisco che non sudano così tanto perchè non sanno fare il proprio dovere, anzi lo fanno fin troppo bene, infatti, se andiamo a vedere il f.i.s. 2011/12 per le attività di sostegno alunni in difficoltà (e non parlo di certificazioni), per tutti i plessi sono stati spesi € 4550,00, per Biancade sono stati aggiunti a questi soldi altri € 3640,00; nello stesso anno ai genitori è stata chiesta la disponibilità di far fare i compiti a casa ai bambini stranieri, in quanto alle prese con una problematica data dal fatto che i genitori stessi non parlano l'italiano, pertanto non riescono ad aiutare i figli nello svolgere i compiti.
I genitori hanno fatto presente che c'è compitando “de là del pont”, ma ci è stato fatto notare che i genitori di questi bambini hanno delle difficoltà ad accedere a suddetto servizio, difficoltà sia di carattere economico che logistico (i trasporti).

Siamo stati invitati ad assistere ad una riunione in quel di Monastier, adducendo il fatto che questo tipo di attività in quel paese è una realtà già esistente e che alcuni genitori si sono resi disponibili per venire a far fare i compiti ai bambini di Biancade.
Ebbene, ci siamo trovati di fronte al fatto che non sono i genitori che svolgono questo tipo di servizio, ma due insegnati in pensione, l'assicurazione la paga il Comune ed il Comune è colui il quale mette a disposizione i locali in forma gratuita.
Mi chiedo: il comitato genitori non è colui il quale si è messo in rete con il territorio, richiamando i genitori alle propria responsabilità, e che li ha invitati a considerare TUTTI I PROBLEMI SOLLEVATI DALL'AMBIENTE SOCIALE E SCOLASTICO NEL QUALE VIVONO I PROPRI FIGLI? Dov'è in tutto questo? Oppure è forse un problema che si deve risolvere da sola una comunità costituita da 3000 abitanti, a fronte di una di 15000?

Non ci credo che sia un problema solo del territorio di Biancade, e che su esso debba essere circoscritto, infatti, lo stesso problema si è riversato alle secondarie di primo grado (le medie tanto per capirci), sta di fatto che mentre per Biancade non si è mai parlato di problematiche di questo tipo in consiglio di circolo e ci siamo sempre dovuti arrangiare, per le medie il problema è già stato affrontato in consiglio d'istituto e, in forma gratuita, con l'assicurazione pagata alla scuola, nei locali della scuola, con insegnanti della scuola in parte, ed in parte con la cooperativa "Excalibur" il servizio verrà fornito.

Volendo andare ancora più in profondità passiamo parlare dei progetti extrascolatici.

Ho assistito ad una riunione pubblica del comitato, proprio perchè l'invito esposto nella bacheca comunale, era rivolto ai genitori di figli frequentanti, pertanto mi sono sentita chiamata in causa, ed ero ben felice di parteciparvi, anche attivamente,ma....

…si è sempre parlato del solo plesso di Roncade, si è parlato di denari che hanno in cassa, di come si potrebbero usarli al meglio per i loro figli, e si è infine parlato di finanziare i vari progetti che si fanno a Roncade, e di quali strategie poter mettere in cantiere per poter recuperare altre risorse.

Ebbene tra le tante si è detto di andare a vendere materiale in disuso dato dalla scuola presso il portico degli artisti e vendere il materiale della scuola non è aguzzare l'ingegno, ma c'è stato qualcuno che si è chiesto se quel materiale in disuso è di loro proprietà, oppure se è di proprietà di tutti i cittadini? Io non lo so, ma la domanda me la sono fatta, mi sono anche chiesta, anche, se questi genitori sanno che per fare i lavori a Roncade sembra sia stato TOLTO il personale ATA, questa estate, da Biancade, per MANDARLO in forza a Roncade per quindici giorni, molti obietteranno: “e che vuoi che sia”? Ma mettiamo questi quindici giorni, mettiamo quindici giorni di ferie ciascuna delle signore e sono due, mettiamo che si sono svolti i centri estivi, mettiamo che ci è stata tolta una forza lavoro, infatti da tre che erano siamo passati a due, a questo punto le risposte datele voi adesso.

Altri finanziamenti arrivano solo ed esclusivamente per Roncade e per i loro progetti da l'associazione AUSER di Roncade, anche qui certamente, stride la parola aguzza l'ingegno, e hanno magnificato il fatto che i loro insegnati si diano da fare per organizzare dei canti per la festa del nonno da fare con gli anziani della casa di riposo di Roncade, presso la palestra di Roncade con tutte le autorità, in quell'occasione è stato chiesto ai genitori dei bambini di non portare i nonni di casa a sentire i propri nipoti, perchè non ci sarebbe stato posto per tutti e l'AUSER con il finanziamento si è comprato un posto di diritto.

Ma la cosa che mi ha ferita profondamente è quando hanno cominciato a dire che il loro obbiettivo era quello di diventare l'eccellenza e come lo facciamo? A discapito dei più deboli? Oppure quando si organizzavano per poter avere tanti rappresentanti nel consiglio d'istituto, per poter fare che cosa?

Adesso di cosa vogliamo parlare? Del progetto Los Manos Blanca? Il quale nel consultivo 2011 è stato descritto con giudizzio ottimo mentre nella realtà non è stato fatto? Oppure, sempre nello stesso consultivo si parla del pedibus, dove si legge che l'unico plesso che l'ha fatto è stato Biancade e le garantisco che è stato fatto con serietà ed impegno tutti i giorni da genitori e nonni, mentre nel consuntivo 2011 è stato descritto con giudizio mediocre? Che poi, tra l'altro chissà chi è la persona che ha dato questi giudizi ai progetti io non ho mai dato il mio.

Potrei continuare per delle ore a spiegare e argomentare, ma mi basta far sapere al signor Ceccato che i genitori che non hanno aguzzato l'ingegno amano i propri figli esattamente come i genitori che invece, a suo avviso, l'hanno fatto, o meglio, che l'hanno potuto fare, e gli voglio chiedere se lui è veramente così sicuro di aver saputo dare una lettura così attenta al silenzio assordante ai bisogni specifici dell'utenza dato dalle istituzioni.

E ancora: è così sicuro che siano una priorità? È così sicuro che le finalità educative siano così condivise? Qual'è il messaggio educativo che si vuole dare? È forse quello che il più forte vive ed il più debole si sopprime?

Beh se lo lasci dire, saremo anche dei sognatori, ma nonostante le difficoltà che stiamo attraversando ogni giorno, non ci vogliamo svedere insegnando ai nostri figli la legge del taglione, ma vogliamo continuare imperterriti ad insegnare loro la bellezza dell'accoglienza, nella solidarietà, nell'aver fiducia, comunque nel prossimo e nel diverso, di aver rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che escono dalla massa, anche di quelle che non collimano con le loro, nel saper aiutare il più debole e l'indifeso, di non cadere nell'egoismo dell'accumulo e del non mi basta mai, ma di saper trovare gioia e il saper essere appagati dalle cose semplici che la vita ci sa donare e non ci crederà, ma lo facciamo seriamente e concretamente ogni giorno.

  

Alina Scomparin
una mamma preoccupata