TIT.jpg (17099 byte)

FB.jpg (3148 byte)

WILLY.jpg (12135 byte)
   
Giovedì
18 luglio
2013

 

Guerriglia roncadese '80 - 6

Quando si dice Waterloo
Il giorno in cui il gavettone esplose sull'unico roncadese ancora asciutto (e ancora incazzato)
  
Sembra impossibile ma esistevano epoche in cui a Roncade si poteva, ad esempio, tirare due calci ad una palla in strada senza che qualcuno chiamasse i vigili urbani ed in cui i cani passeggiavano sotto i portici liberi, senza collare, chip e museruola ricevendo pure disinvolte carezze da questo o quell'altro passante.
In quegli anni lontani, prima della pervasività ossessiva di ogni legge, norma e regolamento, sull'inizio dell'estate, ad una data variabile ma stabilita in modo misterioso, si celebrava il rito dei gavettoni.
I quali, come probabilmente i più ancora ricordano, non erano altro che involucri di materiale impermeabile, banalmente borse della spesa di nylon, riempite d'acqua fresca e lanciati contro le persone nella pubblica via.

Persone che non chiamavano la polizia ma che, a loro volta, si dotavano di sacchetti, facevano la fila alla fontana e ricambiavano.

GAVETT.jpg (21654 byte)

L'evoluzione bellico-tecnologica di una di quelle estati fu segnata dalla comparsa del “Panzerwasser”. Il Panzerwasser derivava dall'assemblaggio dei seguenti componenti:
a) Fiat 500 di colore celeste, dacapottabile e privata del seggiolino lato passeggero
b) conducente con Ray-ban a goccia scuri e sigaretta accesa
c)artigliere lungo quasi due metri posizionato in piedi, fuoriuscente dal limite dell'apertura superiore dell'abitacolo, a volte coperto da telo di nylon e, nelle versioni “beta”, ancorato all'altezza della vita da quattro tiranti onde evitare oscillazioni in fase di lancio e nelle inversioni di marcia
d)addetto al munizionamento, sempre nell'abitacolo, con il compito di trasferire all'artigliere sacchetti di nylon riempiti d'acqua e ben sigillati.
Il Panzerwasser appariva alla soglia di via Roma all'altezza di villa Ziliotto e, fino all'incrocio, con una potenza di picco calcolata in 48 litri d'acqua al minuto, bombardava tutto il porticato. Un lancio memorabile finì dritto dentro la gelateria “De Lazzari” percorrendo quasi tutto il corridoio fino ad urtare il Juke box il quale, pensando di essere in una puntata di Happy Days, come sognava da sempre, fece automaticamente partire l'unico 45 giri che non poteva essere suonato lì dentro, ossia “Sesso o esse” di Renato Zero.

Orbene, le cronache dell'epoca raccontano che esisteva ancora un unico roncadese ancora non toccato da una sola goccia di acqua di gavettone, e non perché stesse chiuso in casa. Anzi, con ostentata esibizione di furbizia, era solito passeggiare sotto il portico per dimostrare pubblicamente che, in sostanza, prendersi una gavettonata era cosa da baucchi, categoria dalla quale il fato risparmia solo pochi eletti.
Il manoscritto del cronista, vergato a mano, non riporta con chiarezza il nome della persona, pare di leggere “Willipedia”, ma su questo vi sono ragionevoli dubbi. Comunque prendiamolo per buono.
Sta di fatto che venne un giorno d'estate il quale era anche l'ultimo che Willipedia avrebbe trascorso a Roncade poiché, l'indomani, se ne sarebbe partito per il servizio di leva bello e asciutto.

STRAT.jpg (44573 byte) Ovviamente fu il giorno in cui gli strateghi dei quattro quartieri, per una volta non in competizione, si riunirono per studiare carte topografiche, planimetrie, tempi, movimenti, velocità del vento, visibilità, fasi lunari e quant'altro necessario per affrontare con sicurezza una missione di incalcolabile importanza.

Cioè lavare dalla testa ai piedi Willipedia.

Lo studio del comportamento dell'obiettivo avvenuto nei giorni precedenti, aveva intanto portato a prevedere una delle sue mosse, cioè la visita pressoché quotidiana all'edicola sotto il portico, che si trovava dove oggi c'è un negozio di articoli per ufficio, per sfogliare dei giornali di fumetti. Supereroi, naturalmente, e storie di guerra.
Per raggiungere l'edicola l'obiettivo era solito parcheggiare l'automobile in un certo luogo. Percependo però il pericolo al quale era effettivamente sottoposto in quei giorni, all'ultimo momento Willipedia cambiò stallo.
Questo bastò al commando preposto per decidere di convertire repentinamente strategia e di tentare l'impossibile. Ossia un'arrampicata sui coppi fino a raggiungere la casa del centro storico sulla cui verticale stava parcheggiata l'automobile. Questo, trasportando due borse della spesa sigillate con 10 litri d'acqua ciascuna. Per la missione, rischiosissima, si offrirono volontari Frankie Pikkio e Andy McTower. La luce era ancora alta, quando il commando spuntò sullo skyline del versante orientale di via Roma, e i due non passarono inosservati ad alcuni degli avventori del caffè (dove oggi c'è la Banca di Cividale), seduti ai tavolini esterni a leggere il giornale e a chiacchierare.
Comprendendo la delicatezza del momento e la portata storica dell'evento che si stava per compiere, per poter dire un giorno ai nipoti “io c'ero”, tutti però finsero di non vedere e tornarono con il naso dentro la Gazzetta dello Sport.
Stesi sui coppi i sicari attesero.

Willipedia dopo un po' uscì dal negozio, lo seppero grazie alla segnalazione di un combattente posizionato sul lato opposto della strada, il quale avrebbe dovuto anche pronunciare il fatidico “ora” al momento dello sgancio. Willpedia, tuttavia, diede ancora un ultimo sfoggio di astuzia, prendendo sottobraccio un'anziana conoscente ed avviandosi verso la macchina. Che fare? Accettare il danno collaterale e annegare pure la vecchina o rinunciare all'impresa e dormire male, masticando rabbia e rammarico, per i successivi dodici mesi?
La Provvidenza però esiste. La signora, richiamata a sua volta dal saluto di un'amica, si allontanò dal fianco di Willipedia di un metro e quello bastò.
Splatasplash!

Silenzio.

Neanche all'origine dell'universo c'era un silenzio del genere.

Willipedia rimase in piedi ma perse conoscenza, senza dubbio, per alcuni secondi. Non udì per sua fortuna le risate deflagrate subito dopo, riflesse da mille echi sotto il porticato.
Prese a roteare i bulbi oculari in ogni direzione, senza avere la minima idea primo, se si trattasse di un brutto sogno, secondo, come fosse stato possibile.
Testimoni attendibili, intervistati dal cronista dell'epoca, sono concordi nel riferire di aver visto Willipedia emanare dal corpo densi vapori d'acqua, come sbuffi di locomotiva frenata pronta ad esplodere.

  

Pico Zampirone

  

Condividi su Facebook