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Giovedì
21 marzo
2013

 

Amoeri, il mistero semplice

L'opera di Bruno Lorenzon aprirà San Cipriano Teatro
E' la rappresentazione più richiesta. Talmente trasparente che fa riflettere su un dubbio antico
  
Toh, il Nobile Amoeri.

E' questa la rappresentazione scelta da TeatroRoncade per aprire la decima edizione di "San Cipriano teatro", sabato prossimo, nella sala parrocchiale.
E' un'opera che ha un che di misterioso per quanto continui ad essere richiesta, essendo arrivate a quota 50 o poco meno le repliche eseguite anche al di fuori del Veneto, e per la sua semplicità disarmante.

Tratta dal copione dello scomparso Bruno Lorenzon, non senza - come ricordano gli stessi componenti della compagnia teatrale - difficoltà di adattamento e problemi di ordine "caratteriale" con l'autore, il consenso ricevuto nel tempo continua a sorprendere, nonostante si assista ad un inevitabile spostamento verso l'alto dell'età media del pubblico.

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La storia si struttura attorno ad un malinteso su un inatteso documento che attesterebbe il passaggio ad un rango sociale superiore della famiglia del protagonista, circostanza che induce lo stesso a rivedere modelli di comportamento e persino il criterio con cui valutare il fidanzamento della figlia.
La repentina metamorfosi avviene in quel modo ovviamente goffo e caricaturale che assicura risate ed assenza di qualsiasi sforzo di natura intellettuale, nè durante nè dopo la conclusione dello spettacolo.

BRUNO.jpg (35825 byte) Perfetto.
Al punto di far sorgere il sospetto che l'acuto e tutt'altro banale Bruno Lorenzon l'abbia scritta apposta per innescare, nelle riflessioni dei posteri, indigeste considerazioni sulla natura umana e sul significato del verbo "divertire", uno dei cui sinonimi è "distogliere".

Su quell'eterna validità del romano "Panem et circenses" ottimamente sfruttato, negli ultimi 30 anni di storia italiana, da chi ha gestito, ad un tempo stesso, reti televisive e palazzi di governo.
Formidabile Bruno Lorenzon.

D'altro tono, il 6 aprile, è "L'ispettore generale", del drammaturgo ucraino Nikolaj Gogol, mentre si ritorna sul "classico" il sabato successivo, 13 aprile, con la possibilità di assistere ad un'ennesima riproposizione della goldoniana "La Locandiera".

Infine, da non perdere, sabato 20 aprile, l'incredibile connubio fra una cupa storia medievale e l'elettronica. "La Strega", di Agostino Santolin, è l'opera prima della compagnia-vivaio di TeatroRoncade con la quale si sperimenta anche un uso evoluto della tecnologia per generare nervature emotive inedite e non ottenibili diversamente.

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Roncade.it