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Martedì
29 gennaio
2013

 

Radio Alfa, amarcord in trio

Blues, rock, pop e country in via Roma 56
La storia dell'emittente con i vecchi dj, speaker e giornalisti della Treviso degli anni '70 e '80
  
Amarcord Radio Alfa: una serata all'insegna della nostalgia, quella dolce e persino allegra caratterizzante le realtà passate ma ancora incisive e fruttifere.

I vari protagonisti dei tempi d'oro (fine anni '70) sembra abbiano saputo trarre dall'esperienza molti tesori volutamente mai più rimossi dall'equipaggiamento vitale caricato in spalla.

Unanimi perciò le emozioni nelle voci che sabato 26 gennaio, in via Roma 56, hanno ricordato la vita dei dj, dei dirigenti e dei cronisti impegnati nell'emittente libera allora più ascoltata del trevigiano.
Pionieri? Quasi. Si trattava di ragazzi entusiasti che anteponevano la preparazione dei programmi a qualsivoglia attività, compresa a volte la scuola.

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Cristiana Sparvoli, oggi vivace giornalista de La Tribuna di Treviso, ieri accattivante voce del notturno e dei notiziari, ha coordinato la serata precisando innanzitutto che il loro è stato un lavoro vero e proprio “retribuito con contributi regolarmente versati”, e come tale andava preso. Il direttore (Alberto Di Stefano, prematuramente scomparso) raddrizzava schiene come qualunque datore di lavoro esigente.
“Volevamo essere una radio specializzata 'impegnata', come si diceva allora” ha spiegato Doriana Vercesi, che curava il programma di cantautori italiani.
“Essere una radio”. Una squadra disposta a diventare un tutt'uno con le antenne, i mixer, i giradischi per 45 e 33 giri, al di là dell'ovvia notorietà personale acquisita stando ai microfoni.

Tra gli aneddoti raccontati, quelli sugli strambi personaggi esterni che scombinavano le attività nella sede di via Canova e sull'incubo per tutti, una volta alla settimana, di dover registrare il tragico “bobinone” da propinare dopo la mezzanotte, ora in cui terminava il palinsesto.
Predisporre il proprio programma in diretta significava per i dj maneggiare con cura dischi in vinile pronti “al buco della pausa tra brano e brano” o a rimanere vittime dell'impietosa testina del giradischi che “tornava indietro”, magari gracchiando spensieratamente. E ore di studio per conoscere la storia dell'artista proposto e del brano specifico. “A volte darne pure un'interpretazione personale”. Esporsi, cioè, come ha ricordato Doriana - che ammette di aver perso un anno di liceo, a furia di dare il meglio in radio. Per lei i microfoni dell'emittente trevigiana sono stati solo i primi dell'attuale carriera.

La musica ha segnato le vite di molti.
Massimo Fantinelli è diventato un professionista della chitarra e del basso. Enzo Distaso, pur da medico anestesista, ha sempre coltivato la passione e si esibisce con regolarità.
Accompagnati dalla chitarra e dalla voce (sorprendente) di Alessandro Moro, sabato sera hanno suonato a lungo ricordando gli assenti giustificati e i grandi scomparsi. Storici brani blues, pop, rock e country si sono susseguiti con delizia di garbo, personalizzazione e bravura in esclusiva per la trentina di persone presenti.

Foto

  

Aldina Vincenzi