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Mercoledì
20 marzo
2013

 

Se non li coagula Grillo...

Scusate le arie. Nel 2007 scrissi una cosa che oggi un po' spaventa
E' la conferma che già cinque anni fa chiunque avrebbe potuto prevedere tutto. E la rabbia perchè nessuno si è mosso
  
Chiedo perdonanza se oggi me ne vanto ma non me ne sarei neppure accorto se non mi fosse stato segnalato.

Il 23 settembre del 2007, cinque anni e mezzo fa, scrissi su Roncade.it un intervento che ripropongo qui sotto. A rileggerlo mi sono spaventato, la previsione è più lucida di quella di chi aveva imbroccato il nome del nuovo pontefice.

Più che la sorpresa, però, è stata la rabbia. E' la conferma che chiunque sfogliasse un po' i giornali era, nel 2007, nelle condizioni di immaginare lo sviluppo verosimile di un fenomeno che si stava già affermando, pure se gli smartphone ancora non esistevano e i collegati ad internet erano la metà di oggi.

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E' la tremenda constatazione che la politica, dai Comuni al Parlamento, avrebbe avuto tutto il tempo di annusare il vento e correggere rotta, mentalità, comportamenti.

E invece guardate che tristezza.

Si, amaramente mi sto dando delle arie. E ci godo pure.


  
Il cardinale, il Grillo, ed il tempo che arretra

23 settembre 2007

Il ministro Giuseppe Fioroni, venerdì sera a Treviso, rispondendo ad una mia domanda su Beppe Grillo ha detto di ritenere che in questo paese ci siano "problemi più seri di cui occuparsi".
Poi è entrato frettoloso in una sala in cui c'erano 70 persone per parlare di Partito Democratico. In tanti erano quelli che, tra gli anni '80 e '90, incontravo ai meeting della Dc di Falcade oppure, se il direttore mi mandava a seguire i dorotei di Carlo Bernini, sotto il tendone di Caprile. Gli stessi, per capirci, che poi partecipavano alle settimane sociali di Azione Cattolica quando il leader era Dino Boffo.

FIORONI.jpg (43941 byte) Il cardinale Fioroni si è messo poi sul tavolo dei relatori a parlare a manovella, dicendo un sacco di cose che finiscono con la 'a' accentata, assemblando raffiche di astrazioni del tipo "costruire un'identità andando oltre le identità".
Davvero, mi è parso di avere quindici anni in meno e subito dopo cinquanta di più.

Ho pensato che da qualche parte, nella pancia del ministro, ci dev'essere un bottoncino tipo "play again". Lo premi e lui riparte riallineando in serie random proposizoni tranquillamente interscambiabili.

La sera dopo, sempre per lavoro, ho seguito Beppe Grillo a Jesolo. Gli spettatori erano 3.500 e paganti dai 25 ai 30 euro a testa. Età dai 15 ai 70 anni, i più, direi, tra i 25 ed i 50. Gente con jeans e signore con abiti quasi da sera, in parcheggio dalle Fiat alle Audi. Alla fine tutti hanno alzato le dita a "V" per il famoso "vaffa".
Naturalmente Grillo è un comico e la gente è andata anche per divertirsi un sabato sera, la domenica in replica con lo stesso numero di biglietti venduti.
Nessuna parentela, chiaramente, tra i due eventi. Ma un legame sì.
Al netto di alcuni tratti quasi messianici, questo occorre riconoscerlo, Grillo sostiene una cosa di una semplicità squillante che quelli come Fioroni non vedono. O preferiscono far finta che non ci sia, continuando a ballare sul Titanic che punta l'iceberg.
Questa cosa è che la via più breve tra due punti, se si può, sta su una linea retta. I due punti nella metafora sono chi governa e chi è governato. Fino ad oggi la retta non c'è stata e i due hanno dialogato - si fa per dire - attraverso intermediari e filtri, quasi sempre a senso unico, cioè dall'alto verso il basso, e tramite i mezzi di stampa.

Adesso la linea retta c'è, si chiama internet, la sua formidabile declinazione è detta "blog". Un blog è mettere in rete, a disposizione di tutti, dei contenuti propri, garantendo l'accesso a chiunque voglia rispondere e con pari visibilità. Orizzontalmente.
Questo, di Roncade.it, ad esempio, è un blog, e nel suo piccolo esiste da quasi otto anni.
Di blog ce ne sono centinaia di migliaia, sono gratuiti, quelli che vi scrivono sono più numerosi degli elettori di qualsiasi bacino. Se qualcuno pensa che siano adolescenti un po' sbiellati e mossi solo dai sogni si culli pure nel suo alibi.
Ma è un errore. E' l'iceberg che si avvicina al Titanic se la rotta non cambia.
Nei blog ci sono montagne di cose che provengono direttamente da un campione di popolazione che è ottimamente rappresentativo della società del 2007.

Se ne rendono conto i nostri sindaci e ministri? Sanno almeno dove andarli a trovare, i blog, accendendo il loro pc?
Forse non ne hanno il tempo, dato che devono partecipare a ciclo contino, quando non sono in tv, a riunioni in cui si incontrano sempre tra gli stessi per sbaruffare sulle alchimie di chi sta con Veltroni o con Bindi o con Letta.
Nel giugno scorso, ragionando sulla possibilità di una lista civica per Roncade 2009, Roncade.it pubblicò una specie di piattaforma di programma.
Allora, cioè vari mesi prima del fenomeno Grillo, anche noi parlammo della necessità di mettere su un piano di parità il contatto tra chi amministra e chi è amministrato.

Nel documento si legge, ad esempio, della "Pubblicazione di numero di telefono cellulare di sindaco ed assessori, con l’impegno degli stessi a mantenere l’apparecchio acceso e raggiungibile da ogni cittadino per un certo numero di ore tutti i giorni", e, per venire a Internet, suggerimmo che "nell’orario di ricevimento di sindaco ed assessori gli stessi, in assenza di colloqui diretti, si impegneranno a rimanere collegati on-line su un apposito servizio instant messenger (Msn, Skype, etc) per interloquire con la popolazione".
E ancora, di "trasmissione audio/video via web delle sedute del consiglio comunale e delle commissioni".

Grillo va un bel po' oltre, chiede che ogni sindaco sia obbligato ad avere un proprio "blog" (oltre a essere incensurato, che mi pare il minimo, e a non essere iscritto ad altri partiti, che mi pare audace ma per molti aspetti ragionevole).
Non lo so cosa sia il fenomeno Grillo, lo vedremo. Se anche Eugenio Scalfari ha cambiato opinione in quattro giorni, dopo un sorprendente editoriale e un bombardamento di e.mail, vuol dire che il tema non è banale.
Ma che il ministro dell'istruzione lo ritenga "un problema" e peraltro pure trascurabile mi pare, lo ripeto, uno spocchioso e rischioso sbaglio.
Perchè anche senza Grillo tutto il resto esiste già e i blogger, se non li coagula Grillo, prima o poi si coagulano da soli. In Italia sono decine di migliaia, un potenziale di nuova democrazia che, più prima che poi, si organizza poi decolla.

I partiti esistenti possono a questo punto soltanto provare ad intercettarli. Alla svelta. Se non lo fanno è un'ammissione di cecità. Di resa o di pigrizia. Di conservatorismo, di arroccamento in fortini sempre più assediati.
Qualche anima caritatevole spiegherebbe da domani a sindaci, presidenti di regoni e parlamentari, da che parte si entra nei blog? (magari dopo aver loro acceso il pc, se occorre...).

Gianni Favero
  

  

Roncade.it