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Sabato
7 settembre
2013

 

Sile-Piave, aumenti immotivati

Piovesan: "Comuni proprietari senza spirito di innovazione"
Presidente per la terza volta Francesco Borga, che auspicava la partecipazione dei privati
  
Sono passati più di due anni dal 13 giugno 2011 quando, nei comuni soci dell’acquedotto Sile-Piave, più 42.000 elettori dicevano no alla privatizzazione dell’acqua con un’affluenza al voto media di otre il 62% ed una schiacciante percentuale dei favorevoli al 94,72%.
Da allora le spinte verso la privatizzazione dei beni comuni come l’acqua si sono molto affievolite, vista la risposta di popolo così eclatante, ma poco altro è cambiato.
Stanno cambiando le modalità di calcolo della tariffa, visto che il referendum ha eliminato la quota di remunerazione del capitale investito, ma non si sono ridotte.

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Ci sono voluti due anni di pressioni dei comitati dell’acqua, ricorsi, richieste di pareri, delibere del Consiglio di Stato, ecc. affinché si procedesse alla restituzione di quanto indebitamente incassato nel periodo 21 luglio – 31 dicembre 2011. Nel sito del Sile Piave un pavido comunicato del 04/02/2013 informa la gentile clientela che si provvederà ad effettuare il rimborso non appena in possesso delle modalità operative disposte dalle competenti autorità. Ora anche queste modalità operative sono state stabilite e dovrebbero partire i rimborsi, che ammontano a di pochi euro a famiglia.

Le tariffe nel frattempo continuano inesorabilmente ad aumentare: a maggio rincaro del 7,8% totalmente slegato sia all’inflazione che ai risultati di bilanci che, fortunatamente per il Sile Piave, sono attivi.

Di recente è stato rinnovato anche il consiglio di amministrazione inerpicandosi tra leggi e decreti legislativi che si contraddicono uno con l’altro a distanza di pochi mesi, desideri di risparmi e antipolitica spicciola. Obiettivo delle nuove norme: consigli di amministrazione delle partecipate trasparenti, liberati dai condannati, dai politici accumulatori di cariche, dai soliti noti plurinominati. Nel nostro caso sono stati designati due dipendenti dei comuni proprietari dell’azienda (burocratizzazione?) che hanno l’obbligo di riversare i compensi alle proprie amministrazioni, ovvero lavoreranno gratis, e come presidente Francesco Borga: un nome non certamente di primo pelo avendo già guidato il Sile Piave per ben due mandati (ma gli ex non erano incompatibili?).

Proprio su quest’ultima nomina le mie perplessità sono notevoli: le amministrazioni locali proprietarie del Sile Piave (quasi totalmente a guida PD) non hanno certo dimostrato né spirito di innovazione nè sintonia con i cittadini (che solo un paio di anni fa hanno detto no alla privatizzazione) nominando Borga, che nelle sue passate gestioni, campione delle privatizzazioni, auspicava la partecipazione dei privati nella gestione dell’acqua pubblica.

E’ passato qualche anno e speriamo che in ri-presidente abbia cambiato idea e magari lo dimostri dando via libera urgentemente ai rimborsi che, dalla data del Referendum, spettano ai cittadini per diritto visto che il voto va rispettato.

  

Simone Piovesan

  

 
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