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Mercoledì
23 ottobre
2013

 

Nel paese della Pimpa

Il sogno che cerchiamo è nel bollettino comunale
Se l'amministrazione non sfalcia la via fallo tu. Così il sindaco potrà aiutare di più i poveri della città
  
Siamo nel paese della Pimpa.
Il cielo è azzurro, il sole giallo e radioso, i prati verde biliardo.

Il capgruppo di maggioranza, Francesco Pavan, firma un bel racconto a pagina 14 dell'ultimo bollettino comunale. Descrive il suo sollevato stupore nell'aver constatato come un cittadino, che evidentemente si lamentava per uno sfalcio non eseguito in prossimità di casa, dopo aver appreso dallo stesso consigliere che l'equivalente della spesa per quel servizio sarebbe stato destinato a “qualcuno in grave indigenza”, si sia munito di decespugliatore ed abbia eseguito personalmente l'operazione sulla pubblica via.

Forse è più facile immaginare che il protagonista, non appena solo, abbia detto a se stesso, "va bene, ho capito. Prima che arrivino i topi faccio prima ad arrangiarmi che a discutere". Cioè che, in assenza di alternative, abbia fatto l'unica cosa possibile in nome di un senso del decoro che ancora resiste nella popolazione.

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Senza fare conti improbabili fra il valore del proprio lavoro ed il quantum reale grazie a lui destinato all'evocato indigente. Il quale certamente esiste e va aiutato, sia chiaro. Proteggendolo però dalla volgarità di essere usato ogni volta come scudo umano utile a far tacere qualsiasi obiezione.

La vicenda tuttavia è interessante e apre scenari non previsti di opportunità. Non si ripete spesso che il termine "crisi" si traduce anche come "opportunità"?
Bene: avete il marciapiede malconcio? Assieme a due o tre vicini di casa munitevi di catrame, affittate le macchine operatrici e sistematelo. Come vi piace. Più largo, più stretto. Ondulato in omaggio alla piazza del Municipio. Potete anche metterci intarsi di marmo di Verona e decorarlo ai bordi di luci a led lampeggianti. Il fai-da-te, nel paese naif della Pimpa fedele, è gioiosamente incoraggiato.

Abitate a ridosso di una piazzetta con i sampietrini mancanti? Ancora meglio. Prendeteli da altre parti del paese e riempite i buchi. La libera intraprendenza è la via d'uscita a tutte le manchevolezze delle risorse pubbliche, e poi nessuno ha detto che il porfido deve star qui piuttosto che là.

Il fanale davanti casa ha la lampada bruciata? Suvvia, sostituitela. Prendete una scala e avvitate in cima al lampione il bulbo fluorescente che più vi piace. Anche azzurrino o rosso o cangiante. Chi mai potrebbe censurare la vostra buona volontà di dedicare gratuitamente del tempo al miglioramento dell'ambiente urbano? A caval donato mica si guarda in bocca, mica si può andare a dire al cittadino entusiasta e che non si lamenta: “eh no, la lampada dev'essere bianca, di tale intensità e di tale consumo”.

E perchè poi non disegnare da soli le strisce pedonali sbiadite? Con tenere tonalità pastello alternate, un rettangolo per famiglia, bambini compresi. Così si abituano allo "spirito di servizio per il bene comune".
Coraggio, don't you have a dream? Siamo nel paese della Pimpa.
Della Pimpa-van.

  

Roncade.it

  

 
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