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Martedì
9 aprile
2013

 

Quel pasticciaccio brutto

L'incompatibilità del sindaco-onorevole falcia pure un assessore
Rubinato se ne va e la sostituisce il vice. Il quale è però zio di una collega di giunta e questo è vietato
  
Il pasticciaccio di via Roma: per una legge che ferma il sindaco ci giochiamo pure l'assessore.

La nuova norma sull'incompatibilità fra le cariche di parlamentare e sindaco anche nei comuni con meno di 15 mila abitanti – cioè la legge n.148 del 2011 – che nel trevigiano riguarda le deputate del Pd Floriana Casellato e Simonetta Rubinato, primi cittadini, nell'ordine, di Maserada e Roncade, nel nostro caso rischia di privare il Comune anche di un assessore.
La norma, in sintesi, obbliga gli eletti a scegliere se rimanere sindaci o accettare la designazione alla Camera, e questo entro un mese dalla data in cui l'assemblea glielo chiederà formalmente. Il che ad oggi non è ancora avvenuto e perciò i sindaci rimangono al loro posto con pieni poteri.

Presto, tuttavia, dovranno decidere e, nel più che probabile caso di un'opzione romana, fino alla scadenza naturale della primavera del 2014 giunta e consiglio dei rispettivi Comuni rimarrebero comunque in carica, con il vicesindaco a svolgere le funzioni di sindaco.

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Però a Roncade c'è un problema. Il vicesindaco, Giorgio Favero, è anche zio dell'assessore alla cultura, Chiara Tullio, la quale, per inciso, è stato anche il consigliere più votato nel 2009 nel centrosinistra con 216 preferenze.
La circostanza, come qualcuno ricorderà, generò più di qualche discussione negli ambienti di opposizione all'indomani della designazone della squadra di giunta, nell'estate del 2009, ma senza particolari contraccolpi.

Alla base delle perplessità c'è l'art.64 del decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il “Testo unico per gli enti locali” (Tuel) che vieta a “coniuge, ascendenti, discendenti, parenti ed affini fino al terzo grado, del sindaco di far parte della giunta”, e che, secondo alcuni avrebbe dovuto essere esteso anche al caso del vicesindaco.

Adesso che il vice diventerà probabilmente il numero uno, dunque, dubbi interpretativi non dovrebbero più esservene.

In altri termini, a meno di una fantasiosa quanto teorica manovra di revoca a Favero della carica di vicesindaco a beneficio di un altro assessore senza parenti in giunta, il sindaco facente funzione designato che sostituirà Rubinato non potrà far altro che licenziare la nipote. “Finora ho cercato di non pensarci – ammette l'interessato – ma mi sa che il passaggio sia inevitabile quanto spiacevole”.
Anche se la storia insegna che spesso a una porta che si chiude corrisponde prima o poi un portone che si apre.

Visto che dal 2014, inoltre, gli assessori per Roncade scenderanno a quattro, e che tanto vale cominciare ad allenarsi con la squadra corta, sarà difficile che l'elemento in meno venga rimpiazzato.

  

Roncade.it