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Mercoledý
16 gennaio
2013

 

Talkin' about Musestre

Il caso dell'edicolante pone interrogativi e non solo a Roncade
Quando una riqualificazione urbanistica, per quanto ben studiata, non basta a migliorare la vita
  
Il servizio sull'edicolante di Musestre Ŕ stato mantenuto in apertura un giorno pi¨ di quanto non avvenga normalmente per un motivo semplice e stranissimo: pi¨ passavano le ore, fra lunedý e ieri, pi¨ accelerava il numero di chi lo leggeva. In due giorni lo hanno letto 336 persone, solo su questo sito.
Fatto atipico, probabilmente indotto da una combinazione di motivi.
La risonanza data dalla pubblicazione del pezzo sulle pagine regionali del Corriere del Veneto di domenica e, l'indomani, anche sulla versione on-line del quotidiano, deve aver invogliato pi¨ di qualcuno a saperne di pi¨ sul caso e su Musestre.

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Per farla breve si Ŕ mossa anche la redazione di una nota trasmissione Rai del mattino e sono arrivate telefonate di curiositÓ anche da ambienti politici regionali.
Il motivo di interesse principale, va detto, al di lÓ dell'originalitÓ e della simpatia del personaggio Sergio Dal Ben, ha riguardato il paese. Sulle mappe di Google, fra due fiumi, un'autostrada e una ferrovia, Musestre sembra tutt'altro che un luogo destinato a quella lenta necrosi sociale descritta nel servizio.

Eppure il pericolo Ŕ quello.
Aumento dei residenti ma non degli abitanti, bambini che vanno a scuola ma non a passeggio, ragazzi che giocano ma nel chiuso di una palestra. Bar, ristoranti e pizzerie al taglio che, nel bel mezzo di una piazza circondata da condomini, non durano il tempo di una stagione.

Eppure pochi anni fa il centro storico Ŕ stato reso delizioso.
Il Sile e l'argine sono uno splendore di colori e respiro, Piazza Europa sembra concepita per celebrare l'aggregazione. Cosa c'Ŕ che sfugge?

La sfida Ŕ questa: capirlo.
Il caso di Musestre forse non Ŕ diverso da altri luoghi-belle addormentate del Veneto, senza necessariamente andare nelle valli di montagna.
Magari Ŕ venuto il tempo di interpretare in modo diverso il concetto di “riqualificazione urbana”. Un brainstorming di architetti visionari, con le loro simulazioni digitali perfette per raccogliere consenso non basta pi¨. E' vero, ottieni un posto che sulle fotografie sembra una favola, il paese in cui tutti vorrebbero vivere, ma poi? Poi Ŕ una sagra, un panevin e un mercatino all'anno, o poco altro.

La sfida, si diceva, Ŕ questa: riconoscerlo.
Magari Ŕ venuto il tempo che i concorsi di idee non siano pi¨ sulle cose da far costruire ma su quelle da far muovere.

  

Roncade.it