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Venerdý
25 gennaio
2013

 

SolidarietÓ, ma come?

Lorenzon: "Tasche sempre pi¨ vuote anche a Roncade"
Qualcosa possiamo e dobbiamo fare. Per˛ ci servono punti di riferimento e organizzazione
  
Gentile redazione,

da un po' di tempo le conversazioni tra amici, tra conoscenti o incontri occasionali al bar o a casa di qualcuno, che prima giravano generalmente su argomenti "leggeri" come il calcio, un po' di politica in forma abbastanza blanda eccetera, ha lasciato il posto a una conversazione a mio avviso molto piu' impegnativa e carica anche di risvolti umani dove ognuno di noi si sente coinvolto direttamente perche' se non ci ha gia' toccato, sappiamo che potrebbe succedere e che quindi non siamo immuni.

Si parla di crisi,una crisi che ha investito l'italia e dalla quale anche le famiglie del nostro territorio sono state loro malgrado coinvolte; famiglie normali con nel passato, un reddito dignitoso che permetteva di affrontare le problematiche in modo sereno e fiducioso, le bollette, il gas, l'affitto,
l'assicurazione erano certamente un impegno economico importante, ma con piccoli accorgimenti e qualche rinuncia si riusciva a superarlo.

C'era poi la speranza, la speranza che i figli sarebbero diventati adulti, avrebbero iniziato a lavorare rendendosi cosi' autonomi e lÓ dove fosse necessario, avrebbero aiutato anche la famiglia e quindi la prospettiva di potersi comperare una casa magari accedendo a un mutuo era messa come un obbiettivo importante e fattibile.

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Da qualche anno le cose sono precipitate e con esse le speranze, le aspettative e perfino i sogni sono diventati un tabu', proibito sognare, non esistono le condizioni per farlio,un alto numero di cittadini anche RONCADESI, hanno perso il posto di lavoro, chi aveva un po' di risparmio lo ha finito o sta per finirlo, molte persone di rivolgono e cercano aiuto in comune e  alle assistenti sociali ma anche queste istituzioni hanno poche disponibilita' economiche e molto spesso il cittadino non ha quindi quanto avrebbe bisogno, c'Ŕ il volontariato che si prodiga per venire incontro alle esigenze di chi Ŕ in difficolta, ma in considerazione che la famosa "luce in fondo al tunnel" ancora non si intravede, che dovremmo attendere ancora parecchio e che le difficoltÓ saranno maggiori e coinvolgeranno ulteriori famiglie, tutto questo non basta, bisogna fare di piu'.

Certo, bisogna fare di piu', ma cosa? come? quali sono gli strumenti che ognuno di noi puo' adoperare per essere di aiuto a chi in questo momento si trova in difficolta? Io credo che qualcosa possiamo e dobbiamo fare, mi viene in mente l' iniziativa di una parocchia del nostro territorio che dovendo affrontare una grossa spesa ha chiesto l'aiuto alla popolazione, ognuno ha dato secondo le proprie possibilita' e il debito Ŕ stato pagato.

Un'altra parrocchia organizza, per lo stesso motivo, "il pranzo povero",
povero perche' fatto di cibi semplici ma nello stesso tempo sani e genuini; potrebbe essere un esempio da seguire? Io penso di si, certo ci vuole organizzazione e dei precisi punti di riferimento ma credo sia importante cominciare.

Queste sono semplici idee, sono certo che altri lettori sapranno proporre soluzioni diverse, l'importante Ŕ, a mio avviso creare una di solidarieta' nella quale chi puo', aiuta chi, in questo momento Ŕ piu' sfortunato di noi, in attesa che la politica nazionale trovi le soluzioni piu' idonea.

Grazie per lo spazio

  

Zeno Lorenzon