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Mercoledì
7 agosto
2013

 

Chiacchiere e distintivi/3

Mary Brustolin: "Bambini intelligenti ma che non sanno perdere"
Troppo soli o in compagnia di adulti, non riescono ad inserirsi in gruppi con regole condivise
  
“Poi abbiamo visto l'insegna del cinema e abbiamo detto: anche il cinema, c'è tutto in questo paese. Che bello!”

La scritta verticale “AURORA”, infatti sta ancora lì, a metà di via Roma, anche se i proiettori si sono spenti per sempre nel 1976. Pare una cosa strana ma in fin dei conti neanche troppo. A pensarci bene, la gente continua ad andare nelle campagne laziali per fotografare acquedotti romani senza più una goccia d'acqua da secoli e secoli e tutto sembra normale. Per non parlare delle ragazze che, a Verona, portano sotto un balcone fasullo lettere che nessuna Giulietta leggerà mai. Come dire che anche finzione e illusione entrano spesso a pieno titolo in quello che oggi si chiama “marketing territoriale”, cioè l'insieme di fattori che rendono attrattivo un luogo altrimenti insignificante.

L'insegna del cinema “AURORA” magari non sarà stata decisiva ma di sicuro il suo peso l'ha avuto quando, nel 1999, Mariantonia Brustolin di Feltre, detta Mary, in cerca di una casa non troppo lontana da Venezia dove vivere con il compagno, decise di acquistarla a Roncade.

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“Trovare questo posto è stato un caso, non conoscevo nulla. Allora avevo bisogno solo di abitare vicino alla sede di lavoro di Paolo. Certo, abbiamo cercato anche a Venezia dove abbiamo anche vissuto per un anno. Ma per me si è rivelato presto impossibile. Se non sei nato lì, i ritmi lenti e le difficoltà negli spostamenti erano fastidiosissimi, se si considera che io insegnavo ancora fra bellunese e trevigiano”

Fra Venezia e Roncade però ci sono anche altri posti. Mestre, ad esempio
“Si, abbiamo visto pure Mestre ma non mi piaceva per motivi opposti. Non vivibile, troppo caos per me, che venivo da una realtà come Feltre che pulsava su tempi più distesi. Mestre è nevrotica. Poi abbiamo fatto un giro a Preganziol ma questa mi è parsa una città dormitorio, nel senso che era molto periferica, e così Mogliano”.

Infine Roncade, di cui nessuno dei due o quasi conosceva l'esistenza
“Già, è stato per caso. Siamo capitati qui, abbiamo visto il castello e ho pensato: 'anche a Feltre c'è il castello, magari è un segno del destino'. Poi, come ho detto, il cinema. Inesistente ma convincente. Perciò abbiamo cercato, trovato un'immobiliare e la prima casa che ci hanno fatto vedere è stata quella che alla fine abbiamo comprato. Era piena di luce. Grezza, in costruzione, ma con un giardino grande. Nel giro di un mese era nostra”.

L'impatto con la gente è stato poi corrispondente alle attese?
“Va detto subito, per essere schietti, che in montagna hanno un senso molto più spiccato dell'accoglienza. Qui si dà più peso al lavoro, ti giudicano per quello che fai. Se sei bravo a fare determinate cose vieni accettato, mentre lassù ti accolgono a prescindere. Qui devi valere qualcosa se no nessuno viene in cerca di te, almeno così mi sembra. Se vali ti proteggono, ti aiutano ti integrano. Per spiegarlo, adesso ho una bambina di due anni, Emma, che non era nei programmi, dato che la maggiore ne ha 28... Il fatto di avere una bambina piccola non vuol dire automaticamente che chi ti sta attorno cerchi di venirti incontro. In una parola, si capisce che, essendo madre, ti considerano meno produttiva di prima e anche qui c'è una bella differenza rispetto al bellunese”.

(…)

Parliamo dei bambini. Che epoca stanno vivendo? Sono sereni? Hanno paura? Attraversano sofferenze che noi non conosciamo o non comprendiamo?
“I bambini sono una somma di tante individualità, tutti molto bravi e molto intelligenti ma spesso incapaci di darsi o di sottostare ad una disciplina condivisa. Quindi si picchiano o stanno da soli e si rifugiano in se stessi. Io lavoro su questa realtà. Non dispongono neppure giochi originali, se non quelli che copiano dalla tv. I Pokemon, le figurine... da soli non creano nulla. Durante la ricreazione corrono e basta, tirano i sassi, fanno buche. Quando ero a Musestre mi sono industriata a insegnare loro giochi tradizionali, tipo l'elastico, il 'campanon', insomma giochi che facevamo noi da piccoli, ma è risultato molto faticoso e per un motivo che ho capito essere semplice e chiaro. Noi avevamo la 'regola della strada', eravamo sempre o quasi in una relazione con gli altri in un territorio non protetto ma libero. Questi, invece, per la maggiore parte del tempo sono da soli e in compagnia non sanno starci. Non sanno cosa fare”

Un po' diverso da 30 o 40 anni fa, insomma
“Già. Loro si trovano in casa con qualche compagno e tirano fuori dallo zainetto e dagli armadi tutto quello che hanno, ma collocati in uno spazio aperto sono spaesati. Noi non vedevamo l'ora di andare in ricreazione perché avevamo gare in giochi come il fazzoletto, guardie e ladri, .. ti inventavi delle cose, tanto che le maestre, ricordo, si bevevano il caffè all'interno in santa pace. Non succedeva nulla perchè avevamo delle regole nostre, che poi erano le regole del gioco, che tutti sapevamo rispettare. Anzi, dovevamo rispettare perché se no il gruppo ti metteva fuori. Adesso tutti quelli che giocano vogliono vincere anche perché, io credo, sono abituati a giocare con i genitori che gliela danno spesso vinta. Alla fine risulta che questi bambini non sono capaci di rapportarsi con i loro coetanei ma solo con gli adulti, genitori o, quando ci sono, i nonni”.

(…)

Parliamo di un altro aspetto della sua vita da roncadese. Con “Teatroroncade”, il suo gruppo teatrale, da alcuni anni sono stati introdotti anche dei corsi, e in un certo senso si torna anche qui a parlare di scuola
“C'è tanta gente che si iscrive, io vi leggo una specie di piccola fuga dalla realtà, una fuga da te stesso nell'interpretare qualcosa che non sei tu. Ci sono tanti perché. Molti mollano alla fine del corso, altri restano, hanno piacere di fare un'esperienza più seria con il gruppo. Quelli che restano sono di solito persone in gamba, che hanno voglia di mettersi in discussione”

(...)

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Il testo integrale di questa ed altre 10 interviste a cittadini roncadesi sarà pubblicato in volume il prossimo autunno

  

Roncade.it

  

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