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Venerdì
3 maggio
2013

 

Siamo daccapo

Inutili le iniziative degli anni scorsi, Vallio e Musestre ancora sporchi
Schiume, opacità, esalazioni. Tutto per i soliti pochi intoccabili che stanno a monte
  
Inquinamento, ci risiamo.
Le segnalazioni sullo stato di sofferenza - leggi sporcizia - di Musestre e Vallio, come triste tradizione fra primavera ed estate, tornano ad arrivare via e-mail, sms, Facebook eccetera e riferiscono all'incirca più o meno la stessa cosa. Acque intorbidite, schiume in sospensione, carenza di fauna ittica, odori sgradevoli spesso riconoscibili (di origine agricola, in particolare reflui di allevamento), altre volte non definibili ma ugualmente irritanti.
Che gli sversamenti siano effettuati tutt'altro che in buona fede è confermato sostanzialmente dal fatto che si verificano con l'oscurità.
Se ne accorge chi pesca di notte, soprattutto, e con il buio è anche difficile documentarli con le immagini.

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Dalle esperienze degli anni scorsi l'unica deduzione che si può formulare è che, per quanto attivata l'Arpav, la lentezza di reazione, la raccolta tardiva dei campioni d'acqua e, tutto sommato, la scarsa determinazione a perseguire quei soliti quattro o cinque soggetti responsabili dei fenomeni e che vivono a monte del territorio comunale, di fatto tacitamente autorizzano il replicarsi dei comportamenti illeciti.

La raccomandazione che si può fare a chi osservi tracce di inquinamento è di compiere le uniche azioni con un minimo di efficacia: 1) fotografare subito e diffondere le immagini, di certo Roncade.it è a disposizione. Importante precisare luogo esatto, ora e data delle foto. 2) avvertire carabinieri e vigili del fuoco senza esitare. Quando le denunce di un certo genere si moltiplicano è più facile che i comandi di competenza, se non altro per porre fine al fastidio, decidano di prendere di petto il problema.

La richiesta all'amministrazione comunale, non fosse altro per il fatto che il responsabile della salute pubblica e dunque della salubrità dei luoghi è il sindaco, è di insistere con le istanze di collaborazione ai sindaci dei comuni a monte attraversati dai corsi d'acqua che poi giungono a Roncade. Sarebbe utile rendere pubbliche le richieste formali inviate alle amministrazioni confinanti e, qualora vi fossero, anche le risposte.

Il concetto va ripetuto: non si può accettare passivamente un disagio ambientale provocato da un manipolo di piccoli imprenditori (agricoli e non) per qualche ragione considerati "intoccabili" nei territori in cui operano.

  

Roncade.it