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Mercoledì
11 settembre
2013

 

Quando Hemingway passò di qua

Una mostra a Monastier su Ernest ragazzo che poi sarà scrittore
A Roncade incontrò Gabriele d'Annunzio e fece esperienza con le ragazze della "Villa Rosa"
  
“Roncade era una calda, bianca città nella ritirata dell'offensiva di giugno. File polverose di camion passavano velocemente attraverso la città diretti al fronte”.
Così scriveva Ernest Hemingway in un racconto inedito dal titolo “Come la morte ha scovato il Maggiore della città di Roncade”.
Allo scrittore americano, giunto dalle nostre parti nel giugno del 1918 aggregato alla Croce Rossa americana – che proprio a Roncade aveva la sezione n.2 – è dedicata una interessante mostra all'hotel “Villa Fiorita”, di Monastier, dal titolo “Hemingway + Piave. Le origini di una poetica”, dove, appunto, il segno “+” sta per Croce Rossa.
“Nessuno stava a Roncade – si legge ancora nel racconto – eccetto le ragazze della Villa Rosa, le due ragazze che gestivano il caffè e la trattoria e il Maggiore della città”.

Villa Rosa era ovviamente il postribolo per i militari presente ovunque vi fosse una concentrazione di soldati.
Roncade è poi citata nel romanzo, “Di là dal fiume e tra gli alberi”, composto di fatto sui tavoli della trattoria “Cesaro”, a Trepalade.

Nello scritto si descrive la giornata in cui Gabriele D'Annunzio – che Hemingway conobbe alla mensa ufficiali di Ca' Morelli – incontrò i militari italiani fra le mura di Villa Giustinian, il castello.

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Quando si iscrive nella Croce Rossa americana e si fa mandare sugli scenari della Grande Guerra in Europa, Ernest Hemingway è una ragazzo di 17 anni che ha falsificato la sua data di nascita e si qualifica come “giornalista” solo perché, da non più di tre mesi, collabora con un giornale locale della sua città.
Giunto nel Veneto, si aggrega ai soldati fra la linea del Piave e il Pasubio e, astemio, pochi mesi gli bastano per cambiare opinione sull'alcol fino a diventare, in futuro, un inventore di cocktail, oltre che un virtuoso della buona cucina. Oltre che delle grazie del gentil sesso, argomento sul quale, prima di attraversare l'Oceano, aveva ben poca dimestichezza.

La leggenda-verità di colui il quale in seguito sarebbe diventato uno fra i più noti e letti scrittori americani si nutre anche di questo ed è su questo lato del giovane Hemiungway sconosciuto che converge l'esposizione, fatta di fotografie, documenti, mappe e oggetti. Un repertorio che rimarrà a disposizione del pubblico fino al 24 maggio del 2015, data in cui cade l'esatto centenario del fatidico attraversamento del Piave delle truppe italiane e dell'ingresso nell' inimmaginabile macelleria che fu il primo conflitto mondiale.

A Monastier, paese a quattro chilometri dal fronte di Fossalta di Piave, Hemingway in realtà trascorre solo alcune settimane, fra giugno e luglio del 1918. Abbastanza, tuttavia, per lasciare intrise le memorie della sua formidabile curiosità verso tutto ciò che con l'asprezza bellica ha a che fare. Attitudine che lo porta a raccogliere sistematicamente appunti e fotografie, comprese quelle che lo ritraggono accanto alle salme di giovani appena caduti in trincea. Si tratta ovviamente di esperienze fondamentali per alimentare il progetto di quell' “Addio alle armi” che lo assocerà inevitabilmente e per sempre al Veneto della Grande Guerra.

Poi qui, dalle nostre parti, Hemingway diventa uomo. Una raffica di mitragliatrice mentre trasporta in spalla un soldato ferito lo costringe ad una lunga convalescenza. L'amore per un'infermiera, la bella Agnes, interrotto in malo modo lo ferisce più nel profondo. Agnes diventerà la Catherine Barkley del romanzo e comunque i mesi veneti riaffioreranno spesso anche nelle opere successive.
E' su questa sfera intima e poco indagata, perciò, che l'esposizione di Monastier intende sollevare un po' il velo, sezionando, ma senza troppe speculazioni, la dimensione più umana e controversa del personaggio. Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale lo scrittore tornerà infatti in Veneto per un anno a cercare assieme alla moglie, ciò che aveva trovato da giovane o per rivedere meglio qualcosa attraversato solo in velocità, come i lussi veneziani e di Cortina o le grandi valli da caccia di Caorle e Latisana.

  

Roncade.it

  

 
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