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Venerdì
4 ottobre
2013

 

Deregulation!

Geromel: "Al 'Povera Italia' gli scatoloni son girati a me"
Sostenere che, in nome dei "giovani", tutto è perdonabile perché goliardico non è il miglior modo di porsi nei loro confronti
  
Caro Direttore,
nel leggere il commento di una gentile lettrice ad un mio appunto all'articolo della Redazione sui cartelli di ammonimento ai novelli sposi, esposti a perenne memoria, sui pali della luce disseminati nel comune, che recitava "Povera Italia", ammetto di aver pensato che, in fondo, si trattava di esagerata sentenza.
Poi però, da pignola quale sono, mi son presa la briga di curiosare nella pagina FB del portale, curiosa di sapere se, tale sentenza, non venisse da più lontano e non si riferisse, sarcasticamente, a qualche botta e risposta che esulava dal mio specifico pensiero.
Premiata nella mia pignoleria, ho avuto modo di conoscere l'opinione di questa lettrice.....beh, quel "per di scatoloni" che ella sostiene essersi ulteriormente ingrossati con le disquisizioni moralistiche di tal genere, devo sinceramente dire che son girati a me.

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Credo che continuare a riempirsi la bocca col termine "giovani", scusando ogni loro irrispettosa maleducazione, ovunque essa accada e a chiunque sia rivolta, non aiuti i "giovani" e non consenta di protestare, a posteriori, per le classi lavorative e dirigenti che ne deriveranno.

Con buona pace di stuoli di genitori pronti a difendere i propri figli, dalla più tenera età alla vecchiaia, da maestre e professori ignoranti ed incompetenti, quando non proprio ladri di stipendio, da compagni di classe ed amici provocatori, quando reagiscono a dileggi e soprusi costanti, da datori di lavoro schiavisti, quando "pretendono" il ligio attenersi alle regole, agli orari, alle mansioni assegnate, da allenatori ed istruttori iniqui ed incapaci, quando "costringono" per qualche minuto piu' del necessario alla panchina o in una gara di nuoto inseriscono in batteria "uno piu' lento" o assegnano mezzo centesimo di secondo in piu' sul referto di gara, da concittadini e connazionali, quando chiedono che il bene comune sia rispettato come un bene privato e, se danneggiato, i colpevoli vengano smascherati e paghino in prima persona il loro essere teste calde, incivili e protetti.

Sostenere che, in nome dei "giovani", tutto e' perdonabile perché sostanzialmente goliardico, sostanzialmente burlesco, sostanzialmente, ed apparentemente, innocuo, non è, a mio modestissimo parere, il miglior modo di porsi nei loro confronti.
Insegnare ad un "giovane" l'importanza di un gesto semplice, di civile convivenza e rispetto, quale quello di staccare dei cartelli nuziali dai pali della luce dove gli amici,ed invitati al banchetto, li hanno legati, non ritengo lesivo della sua psiche e della sua autostima.

I bambini di ieri e "giovani" di oggi, saranno gli uomini di domani e se non si saranno dettate loro, da piccoli come nelle varie fasi evolutive, le linee guida alle quali attenersi, sempre, non potranno che rappresentare un'Italia davvero "povera", per moralità, rispetto e senso civico....Quella che, in fondo, pur criticandola, viviamo quotidianamente.

  

Maria Giovanna Geromel

  

 
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