TIT.jpg (17099 byte)

FB.jpg (3148 byte)

GATTO.jpg (15316 byte)
   
Sabato
20 luglio
2013

 

Il dito e la luna

Gatto: "Pezzato, mi spieghi dove si va con quattro gatti?"
E' ora che chi è parla ma non quaglia mai si faccia da parte a tutti i livelli, non c'è spazio per la paura
  
Sarò breve. L’intervento dell’amico Pezzato era quanto speravo di non suscitare.

Dato per scontato che geometri architetti ed ingegneri siano palazzinari, e che scrittori poeti e registi abbiano l’esclusiva del bello e dell’incontaminato mi sono fatto la seguente domanda.
Caro Pezzato mi può spiegare perché lei ha guardato il dito e non la luna?

Il dito, il numero della popolazione e l’andamento demografico e quindi l’edilizia, serve a segnalare un problema, il problema è la luna, la luna è il finanziamento dell’ente locale.
Come ho già detto l’importante è fare delle scelte, quelle che si riterranno più opportune per cambiare le cose…. ad oggi la luna è che il comune farà fatica a finanziarsi senza edilizia e senza i trasferimenti, e dovrà arrangiarsi attraverso l’imposizione, imposizione su una popolazione relativamente poco numerosa.

Dunque…. dica come si può fare rimanendo “quattro gatti” e quello sarebbe un contributo perché dei discorsi sui massimi sistemi e su come vorremmo che fosse la terra che abitiamo ne ho le tasche abbastanza piene e perché quello che vorrei si scontra con una realtà difficile per non dire disastrosa.

4CATS.jpg (30233 byte)

Credo sia il momento che chi è abituato a parlare ma non quaglia mai si faccia da parte a tutti i livelli perché non c’è niente di peggio che il non fare nulla, il non decidere mai, nemmeno riparando sull’ammucchiata “civica o coalizione di emergenza nazionale” dove essendo tutti dentro i problemi non sono colpa di nessuno.
Non c’è più spazio per la paura.

Quindi… sia gentile….. ad oggi, stante l’edilizia a “zero” che abbiamo causa crisi, credo ci siano forse un paio di centinaia di migliaia di euro nelle casse comunali e potrebbero bastare per ridipingere i pali della luce (in attesa delle perequazioni che temo non arriveranno per molto tempo) senza contare le difficoltà su tutti i capitoli di spesa. Non so se mi spiego.
Comunque la considerazione finale che mi conforta sui comportamenti umani è che per esperienza personale nemmeno il più convinto ambientalista è disposto a rinunciare ad un “piano casa” o a qualsiasi altra norma quando gli può tornare utile ad una “speculazione edilizia” indipendentemente dalla zona urbanistica in cui si trova.
Vorrà dire qualcosa? Certo… che siamo tutti votati all’auto distruzione.
Buonanotte

  

Paolo Gatto

  

Condividi su Facebook