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Martedì
30 gennaio
2013

 

Tares, è patologia mentale

Gambirasi: "Spiegatemi dove sia il beneficio"
Non migliora i servizi offerti, riduce gli sforzi fatti per incrementare i comportamenti virtuosi. Perché pagarla?
  
Buonasera direttore,

le scrivo in quanto sempre più cittadini sono preoccupati per l'arrivo della Tares che oltre a coprire integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, coprirà anche quelli relativi ai servizi indivisibili cioè erogati dal comune, ma che non hanno un collegamento diretto con la vita di ogni singolo cittadino (polizia locale, illuminazione pubblica, rifacimento del manto stradale etc.). L'imposta sarà calcolata in base ai metri quadri degli immobili e ove necessario potrebbe configurarsi l'ipotesi di ulteriori conguagli.
Dunque dopo l'Imu, quanti altri soldi dovranno sborsare non solo le famiglie, ma anche le imprese per far fronte a questa ennesima "tares mentale" partorita da politici che sembrano scollegati dalle difficoltà che la società sta vivendo?

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Non vedo nessun beneficio rispetto all'introduzione della nuova tariffa, ma solo un altro tentativo di "fare cassa" che colpisce ancora una volta i cittadini, visto che il corrispettivo degli introiti che andranno al Comune sarà sottratto alle risorse che lo Stato trasferiva allo stesso.

Quindi se la Tares non migliora i servizi offerti, riduce gli sforzi fatti per incrementare i comportamenti virtuosi e toglie di fatto, il potere di controllo del cittadino sul servizio, perché pagarla?

Lo spirito di sacrificio ormai è evaporato, le lacrime del ministro Fornero anche, penso che la gente si aspetti delle risposte serie oltre alle campagne elettorali, visto che il gap tra pressione fiscale e servizi offerti sta diventando inquietante nel nostro paese.

  

Sara Gambirasi