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Lunedì
22 luglio
2013

 

Con chi ci fondiamo?

Le ipotesi più probabili sono Silea o Monastier. Un sondaggio
La discussione sta prendendo velocità, il tema potrebbe essere centrale per la prossima legislatura
  
Se ne parla ancora in forma disordinata, con associazioni, entri e centri studi che fanno circolare ciascuno le loro considerazioni, ma è innegabile che il tema dell'aggregazione e – più prima che dopo – fusione dei Comuni, da qualche mese sta subendo un'accelerazione.
Il fatto che l'Italia, e questa parte del Paese in particolare, sia troppo complessa sotto il profilo amministrativo rispetto alle velocità di decisione che oggi sono richieste, con municipi, comunità montane, enti parco, province eccetera che si sovrappongono e si pestano spesso i piedi a vicenda, è un tema noto. La novità degli ultimi tempi è che stanno iniziando a mancare i soldi per sopravvivere e che, parlando anche solo dei Comuni, per mantenere lo stesso livello dei servizi occorre fare economie di scala. Razionalizzare, cioè, un po' come si trattasse di aziende.
Un po' lo si è già fatto, mettendo insieme servizi come le polizie locali, gestioni delle risorse idriche, dei rifiuti, eccetera, ma il percorso è ancora lungo.
Parlando per estremi, quando due o più Comuni confinanti arriveranno al punto di condividere tutte le funzioni, sarà necessario anche unificare anche la regia amministrativa. Dunque sciogliere i consigli comunali e creare una sola assemblea, una sola giunta, un solo sindaco.

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Un unico Comune più grande con un solo nome. Una fusione.
Non se ne parla ancora abbastanza ma, come detto, il treno è in movimento e per il futuro sindaco di Roncade questo non sarà affatto un argomento di serie B. Anche perché potrebbe essere l'ultimo sindaco di Roncade in senso stretto e, se le cose marciano in fretta, potrebbe trovarsi a dover pilotare un percorso di fusione e, per questo, decadere anzitempo.

Aperta parentesi. Va evidenziato come gli strumenti per fondere due o più Comuni ci sono già e in anni recenti di casi sporadici non ne mancano, anche in Veneto. L'ostacolo vero è di matrice culturale, di maturazione di consapevolezza, di dissolvimento di male intesi sensi di identità e di appartenenza, di accensione intellettuale di scenari ampi, di guarigione dalla sindrome del piccolo mondo antico. Si tratta di un limite che, vuoi anche per un più naturale approccio al concetto di “globale” favorito dalla familiarità con le reti digitali, è tanto più superabile quanto più bassa è l'età anagrafica del pilota di questo processo, a modo suo epocale.
Ne tengano conto gli esploratori alla ricerca di potenziali candidati per la prossima primavera, prima di avventurarsi in algoritmi insulsi e chiedersi se questo o quel nome sia più simpatico all'elettorato della sinistra di Sel, dei cattolici di centro o dei leghisti delusi. Questi sì sono ragionamenti ormai del tutto virtuali e vacui. Chiusa parentesi.

Ma fondersi con chi?
La discussione è molto preliminare ma c'è uno studio dell'Associazione Comuni della Marca che, sulla base di affinità sociali, economiche, storiche, persino religiose, per Roncade (14 mila abitanti) indica due ipotesi, cioè Silea  (10 mila) o Monastier (4 mila).

Di seguito le cartine geografiche con entrambe le possibilità ed un sondaggio sulle preferenze dei nostri lettori.

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Roncade.it

  

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