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Venerdì
28 giugno
2013

 

Identità in fuga

Essere roncadesi è una percezione che si annacqua
Il tratto appare comune in molte delle interviste che saranno pubblicate dal prossimo mese
  
Impoverimento del centro storico di attività, perdita progressiva di identità, tendenza dei giovani ad andarsene, mancanza di un progetto di prospettiva.
Questo, molto sinteticamente, emerge come denominatore comune da una parte significativa delle interviste a personaggi roncadesi che inizieranno ad essere pubblicate settimanalmente in sintesi dal prossimo mese e, quindi, assieme e in forma integrale in volume in autunno.

Al di là di tutti gli altri aspetti toccati dai diversi soggetti, in tutto 11, scelti fra le varie fasce professionali, estrazione, età, se c'è un tratto che li unisce è la preoccupazione per il progressivo “annacquamento” dell'”essere roncadesi”, almeno del centro storico (le frazioni, paradossalmente, su questo tema sono meno vulnerabili).

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Cercare una ragione precisa è impossibile, ma c'è un network di motivi concatenati che pare addensarsi nelle riflessioni condivise. Il quale funziona più o meno così: se diminuiscono i negozi diminuiscono anche i centri di aggregazione e le occasioni di permanenza sotto il portico. La scomparsa degli esercizi commerciali, a vantaggio di una proliferazione anomala di sportelli bancari, spiega che il denaro c'è ma va altrove. E comunque se i negozi spariscono non è solo una questione di contrazione dei consumi: un margine sufficiente a conservare l'attività in molti casi ci sarebbe se solo non fossero richiesti canoni d'affitto parametrati al centro storico di Treviso (e dunque sproporzionati per il flusso di persone che passano per Roncade). La proprietà degli immobili concentrata nelle mani di pochi, per meglio dire pochissimi, soggetti, di fatto annulla la concorenza e il cerchio si chiude, apparentemente senza speranza.

Ma non è solo la componente privata che zavorra la rivitalizzazione del centro.
Sul fronte delle pubbliche responsabilità i nostri intervistati elencano, in ordine sparso, la sempre peggiore condizione del selciato di via Roma e piazza I Maggio, la non disponibilità di parcheggi soprattutto nelle sere dei fine settimana, l'accanimento dei controlli della polizia municipale e, tanto per cambiare, la non comprensibile strategia (e relativa comunicazione) globale negli appuntamenti che dovrebbero fungere da attrattori di potenziali visitatori-clienti.

In merito alla pedonalizzazione del centro storico, sia pur timidamente, paiono insinuarsi principi di apertura. L'assioma niente auto uguale niente acquisti, cioè, non è più granitico come qualche anno fa e l'idea che una bella passeggiata in uno spazio non motorizzato possa anche favorire il lavoro dei negozi non sembra più così improponibile. Anche se, ovviamente, il percorso “culturale” da compiere su questo piano è ancora parecchio.

  

Roncade.it

  

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