TIT.jpg (17099 byte)

FB.jpg (3148 byte)

merlin.jpg (11029 byte)
   
Domenica
1 settembre
2013

 

Nutrie o bufale?

Ceccato: "Un pescatore ne ha viste 18 in 100 metri"
Sarebbe interessante conoscere lo stato dell’arte sul contenimento della specie
  
Spett. Direzione,
su richiesta di alcuni concittadini desidero segnalare l’acutizzarsi del “problema” costituito dalle nutrie lungo il corso del Musestre in centro a Roncade.
In particolare sembra che i simpatici roditori invadano indebitamente i giardini delle abitazioni prospicienti il fiume , il parco dell’isola e zone limitrofe.
Qualche sera fa un pescatore, nel tratto compreso tra la chiusa dell’ex mulino ed il ponte vicino al condominio “Meridiana”, ne ha contato 18 esemplari.
Sarebbe interessante conoscere lo stato dell’arte sul contenimento della specie, decisamente prolifica, cioè le iniziative poste in essere dalle autorità competenti nel rispetto della normativa comunitaria.

NUTRIA.jpg (58081 byte)

La cosa riveste una certa importanza dato che il luogo è frequentato da bambini; ad esempio qualche esperto potrebbe tranquillizzare chi paventa la possibile trasmissione di malattie come nel caso di altri roditori.
Naturalmente esistono altri punti di vista, come quello di Simone Venturini e Progeco (vedi nutria.progeconatura.com/), per i quali si tratta di animali del tutto inoffensivi.
Un ringraziamento anticipato a chi possa fornire delucidazioni in materia, ed un cordiale saluto.

  

Antonio Ceccato

  
1 settembre 2013

Io abito lungo l'argine del Musestre in centro a Roncade e, frequentando ogni giorno la passeggiata sul fiume, non ho mai notato alcun “problema” connesso alle nutrie. Vorrei che quei cittadini scrivessero a me con nome e cognome, magari ne parliamo di persona.
Anzi, mi chiamino. Il mio telefono è già abbastanza diffuso per non pubblicarlo: 339 8458670.

Ho un giardino con cancello sull'argine e non ho mai visto una nutria entrarci.
Poi, anche fosse, perché “indebitamente”? Il concetto di proprietà, e dunque di violazione della stessa, è solo umano. Un animale agisce per istinto, non ha certo l'idea di cosa, in termini culturali, sia giusto o sbagliato.
Comunque, in due anni il numero massimo di nutrie che ho contato è stato di cinque, cioè una più quattro cuccioli che poi se ne sono andati.

Per il resto, ripeto, non capisco proprio dove sia il problema. La nutria è un castoro, non un topo, non trasmette malattie di alcun genere (assicurazione di personale del servizio veterinario della Ulss n.9 con cui ho parlato di recente. Non “punti di vista”), è vegetariana, sta sempre o quasi dentro l'acqua, nuota con le anatre e convive con la colonia di gatti che risiede proprio in quella zona del fume Musestre.
Di certo non ha mai attaccato un essere umano (sotto questo profilo il cigno è molto più aggressivo). La leggenda delle tane che fanno franare gli argini è sostanzialmente un'invenzione. La nutria non è così stupida da rifugiarsi in buchi che crollano, e comunque quelli del Musestre sono argini per modo di dire. Se in certi punti sono rovinati è per carenza di manutenzione ordinaria e se la fauna del fiume soffre è perché qualcuno sversa porcherie chimiche a monte, non cerchiamo alibi.

La nutria - allevata per anni per l'industria della pellicceria (che non mi sembra sia stata disdegnata) -  ha l'unica sfortuna di avere una coda bruttina, che ricorda quella delle pantegane, di cui, tuttavia, non è nemmeno lontana parente. Anche perché la specie è recente ed importata da altre aree del mondo.

La nutria ha i denti rossi, è vero. Però c'è tanta gente che ha i capelli colorati quando dovrebbero essere bianchi o grigi. Poi c'è anche gente con i capelli tinti di verde o con le unghie laccate di viola, blu o amaranto, o con incisivi ingialliti di nicotina.
O gente che acconcia il barboncino come un cicisbeo, con cotonature, fiocchetti e polveri deodoranti.
Il concetto di estetica è legittimo e soggettivo ma non può mai essere discriminatorio. Tantomeno nel decidere la vita o la morte di certi individui. Dovessimo far fuori i brutti e gli antipatici Roncade resterebbe con 50 abitanti.

Detto questo, l'annunciato piano di contenimento è oggetto di un provvedimento regionale che demanderà l'operazione alle Province. Sempre che le Province resistano.
L'abbattimento dei capi di fauna selvatica, fra cui, naturalmente, la nutria, è assegnato a personale appositamente incaricato e riconoscibile e deve procedere con modalità precise. E' comunque escluso in modo assoluto che una nutria possa essere abbattuta con colpi d'arma da fuoco in campo libero o, peggio, con bastonate, badilate o altri corpi contundenti.
Dunque, non occorre aggiungere che chiunque, sorpreso a far del male ad un animale, nutria compresa, può – direi, deve – essere denunciato ed è perseguibile per maltrattamento ed altri reati.

La fauna selvatica, va ricordato, è patrimonio comune e dunque nessuno che non sia autorizzato a farlo può intaccarlo con azioni arbitrarie. Perciò, se questo avviene, un testimone è tenuto a chiamare subito il 112 o il 113. Magari riprendendo tutto con l'immancabile smartphone e segnalando il reato via Facebook o altro, che male non fa.

In quanto al pescatore che di nutrie ne ha viste diciotto in 100 metri di fiume, chiedo all'amico Antonio Ceccato di presentarmelo. Vorrei conoscerlo bene e chiedergli perché non ha fatto una fotografia. Ma forse era troppo impegnato a tirare su dal Musestre un pesce spada da diciotto chili.

Gianni Favero
  


 
Condividi su Facebook