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Martedì
13 agosto
2013

 

Ca' Tron, le ambizioni di Cattolica

La compagnia assicuratrice entra nel capitale di H-Farm
Agricoltura di alto profilo, energie rinnovabili e spazio di sviluppo delle start-up nei disegni di Paolo Bedoni
  
Cattolica Assicurazioni entra con due milioni nel capitale di H-Farm divenendo così socio a poco meno del 5% dell'incubatore di Riccardo Donadon.

E' uno dei passi compiuti negli ultimi giorni dal presidente della compagnia assicuratrice, Paolo Bedoni, il quale, in questo modo, inizia a lasciar intravvedere la linea dominante dei suoi progetti sulla tenuta, acquistata lo scorso anno da Fondazione Cassamarca per 78 milioni di euro.

Rispetto ad H-Farm, Cattolica ha partecipato ad un ultimo aumento di capitale di cinque milioni, in parte completato, al quale hanno aderito anche i giapponesi di Ntt Docomo (Buongiorno.com).

"L'acquisizione di Ca' Tron – assicura lo stesso Bedoni – non è stata una pura manovra di consolidamento del capitale e non è neppure un impegno in agricoltura tout-court". Il presidente introduce infatti concetti come efficienza produttiva, tecnologia, rapporti con il sistema istituzionale, investimenti su iniziative che moltiplicano le opportunità.

Pronuncia anche la parola "incubatori d'impresa", del resto già introdotto nelle direttrici di attività della compagnia attraverso il "Progetto di vita – Cattolica per i giovani", un impianto in cui entra quell'idea di "farm" per la valutazione e lo sviluppo di idee imprenditoriali che si allinea alla perfezione alla visione di "H-Farm", che a Ca' Tron è di casa ormai da parecchi anni.

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"Da questo è evidente che fosse stato solo per compiere un investimento in agricoltura – insiste perciò Bedoni – Ca' Tron non l'avrei rilevata. Come cooperativa sentiamo l'esigenza di farci carico di iniziative che guardano più in là".

Nella sostanza, per quanto ancora da profilare in molti dettagli, il disegno complessivo del gruppo veronese nell'estremo lembo meridionale della provincia di Treviso, che sarà presentato nei dettagli il prossimo autunno, contiene agricoltura di alta qualità, energie rinnovabili e ricerca.

"Nelle coltivazioni, che saranno senz'altro viticole ma, data l'estensione del territorio, anche di altro genere, cercheremo innanzitutto l'efficienza. Ad esempio ripristinando e perfezionando i sistemi di canali e condotte per applicare la microirrigazione e risparmiare l'acqua. Poi pensiamo all'autonomia energetica, con un impianto a biomasse proporzionato e che utilizzi gli scarti delle produzioni sui campi. Quindi ci sarà lo spazio per le start-up, le esperienze imprenditoriali nascenti alle quali affidiamo la funzione di innescare un volano occupazionale per i giovani in quel vasto piano di incrocio che c'è fra tecnologia e agricoltura".

Cattolica, dal 30 giugno, ha anche rescisso l'ultima clausola che la legava a Fondazione Cassamarca, cioè la disponibilità, per sei anni, di una residenza nel "complesso degli Armeni" a favore del precedente proprietario, Dino De Poli.

"L'unica cosa che abbiamo conservato di Cassamarca – aggiunge il presidente – sono gli spazi che ospitano gli Archivi contemporanei di storia politica, in cui operano due dipendenti della Fondazione. Preservare e valorizzare la storia come elemento attraverso il quale capire da dove si è venuti è fondamentale".

Così come sono fondamentali concetti come "tradizione e famiglia". Un gruppo di 1.500 persone, cioè i dipendenti di Cattolica on i loro congiunti, è stato invitato per il 7 settembre a Ca' Tron per un "family day" in grande stile.
 

Da "Corriere del Veneto" del 13 agosto 2013

  

Gianni Favero

  

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